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13 dicembre 2010

Come si possono comprendere le variazioni climatiche avvenute sul pianeta terra nel corso della sua storia?

Un recente studio svoltosi in Antartide dal “Taldice” (centro di ricerca Europeo che si occupa dei cambiamenti climatici) nel 2008 ha completato la perforazione di una “carota di ghiaccio” (strumento essenziale per effettuare rilevamenti, usato anche in archeologia, e per una completa analisi del terreno) di circa 1650 metri nella zona di Talos Dome, nella regione della calotta che si sporge sull’Oceano Pacifico.

Questo strumento grazie all’accumulo nevoso elevatissimo che ogni anno si forma in quella zona ha permesso di ricomporre i tasselli della storia ambientale e climatica dell’emisfero meridionale degli ultimi 250.000 anni, con un’elevata precisione. Molto soddisfatti i ricercatori dell’Università di Firenze, che hanno partecipato al progetto, e Roberto Udisti (associato di chimica analitica presso l’ateneo Fiorentino, e anche uno dei principali ricercatori del progetto) dice: Mettendo contemporaneamente in sincrono la serie climatica ottenuta dai rilevamenti del “Ghiaccio di Talos” con quelle relative ad il settore Atlantico dell’ Artide e dell’Antartide, si è potuto dare conferma dell’esistenza di un meccanismo di cambiamento di energia e calore inter-emisferico chiamato “Altalena bipolare”.

In sintesi tra i due emisferi c’è una commutazione continua di materia e d’energia attraverso la circolazione oceanica profonda, i cui cambiamenti hanno causato periodi di riscaldamento e di raffreddamento contrastanti nei due emisferi, in particolare proprio nell’emisfero nord dove le fasi di riscaldamento hanno provocato un simultaneo calo delle temperature nell’emisfero sud e viceversa. Un esatto modo di comprendere i tempi ed i modi di come siano avvenuti questi processi, ci può far capire in quale dei due emisferi ci sia stata l’origine dei periodi di glaciazione e di deglaciazione.

Questi studi sono stati pubblicati dalla rivista “Nature Geoscience”, e c’è da dire inoltre che i rilevamenti e le analisi che vengono effettuate sul ghiaccio sono svolte sempre dal “Taldice”, e che l’Italia, oltre ad essere rappresentata dai ricercatori Fiorentini, comprende anche altre università italiane come quella di Parma, Bologna, Venezia, Trieste, Milano Bicocca, dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dall’Istituto per la dinamica dei processi ambientali, e da membri dell’ ”Enea” ( Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Il ramo Italiano delle ricerche è finanziato dal Ministero dell’Istruzione, e sono effettuate nell’ambito del programma nazionale di ricerca in Antartide a cui partecipa anche l’istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale. Un ottimo progetto del “Vecchio Continente” mirato ad aver finalmente chiari i mutamenti climatici.

Pierluigi Gabriele

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