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9 dicembre 2010

Infarto è Alzheimer legati da un gene

La scoperta dell’ Università di Bologna: Infarto e alzheimer in base ad una base genetica comune camminerebbero a braccetto.

L’Alzheimer colpisce entro gli 85 anni una donna su cinque e un uomo su dieci ed è la forma più frequente di demenza senile, l’Infarto, invece, è uno dei disturbi più diffusi e una delle principali cause di morte ed interessa circa il 12,5 per cento della popolazione.

Sulla relazione tra le due malattie finora non si sapeva un gran che“-precisa in una nota l’Ateneo – “ma da alcuni dati epidemiologici si è potuto evincere già suggerire un qualche legame. Ad esempio, i problemi alle coronarie erano stati associati ad una maggiore frequenza di Alzheimer, così come l’ipertensione, il colesterolo alto, il diabete e altri fattori di rischio tipici dei problemi cardiovascolari. -continuano a spiegare i ricercatori nella nota- Si sapeva inoltre che alcuni geni che controllano i processi infiammatori e il metabolismo del colesterolo avevano a che fare sia con l’Alzheimer, sia con l’infarto”..

Tutte queste loro supposizioni, infatti, hanno riscontrato una valenza positiva infatti da quanto emerso nello studio che ha portato il team ad esaminare il Dna di 1800 persone (280 colpite da infarto, 257 da Alzheimer, e 1307 sane, come gruppo di controllo) sulle tracce di fattori genetici di rischio comuni alle due malattie, c’è una sovrapposizione tra il rischio congenito di incappare nell’Alzheimer e nell’infarto. Questa predisposizione genetica comune è stata riscontrata nel 30 e nel 40 per cento dei malati rispettivamente di infarto e Alzheimer.

Finora, si conoscevano solo singoli geni associati alla due patologie, e questo non consentiva la messa a punto di un test individuale sul rischio-spiega l’immunologo Federico LicastroOra, invece, siamo riusciti ad identificare un profilo genetico parzialmente comune, caratterizzato dalla presenza di diversi geni. E’ questo il salto di qualità che ci consente di effettuare il test e valutare un profilo in parte specifico per le due diverse malattie”.

In America,inoltre, c’è già chi si è messo a vendere questi test – sostiene soddisfatto Licastro, citando il caso di un’azienda privata del New Mexico (Usa) cha ha collaborato allo studio con l’ateneo romagnolo- Ma sono test che potremmo facilmente fare anche qui in Italia. Basta un prelievo di sangue”.

Lo studio verrà pubblicato sulla rivista scientifica statunitense”Journal of Alzheimer’s disease“.

Dora Della Sala

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