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21 gennaio 2011

La Lega Nord si scaglia contro il film di Placido

Il film,Vallanzasca – Gli angeli del male, non è ancora uscito (uscirà il 21 gennaio, ndr) , ma le polemiche si rincorrono ormai da tempo. L’ultima è la provocazione del leghista Davide Cavallotto che invita gli spettatori a non andare a vederlo.

Dopo aver pubblicizzato la mafia in tutto il mondo e reso celebre da Nord a Sud la sanguinaria Banda della Magliana di Roma, non ancora soddisfatto il cattivo maestro Michele Placido è salito in cattedra per elevare a eroe lo spietato assassino Renato Vallanzasca. – ha dichiarato l’Onorevole CavallottoUtilizzare giovani e affascinanti attori allo scopo di sdoganare l’immagine di personaggi che dovrebbero cadere nell’oblio per i crimini commessi è un insulto alla memoria delle vittime e una crudeltà verso i loro parenti“.

La polemica dell’onorevole Cavallotto segue di poco le dichiarazioni rilasciate da Kim Rossi Stuart, l’attore che interprete il ruolo di Vallanzasca, sul settimanale Gioia, dove definisce il pluri-omicida “un vero istrione, sembra viaggiare sull’istinto e sulla superficie delle cose, poi, invece, gli parli e vedi quanto è capace di razionalizzare e approfondire gli argomenti, soprattutto quando difende la sua etica. Il carcere, in qualche modo, lo ha trasformato in un filosofo”.

Il regista pugliese Michele Placido non è nuovo a questo tipo di polemiche, già affrontate all’uscita di “Romanzo Criminale“, il film che si occupava della Banda della Magliana. Anche in quella circostanza gli veniva contestato l’uso di attori affascinanti nei ruoli degli assassini. Contestazione avanzata anche all’uscita del film “Prima Linea” del regista Renato De Maria, dove nei ruoli principali vi erano Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno.

Se il cinema deve in qualche modo educare il suo pubblico, lo deve fare affrontando anche temi scomodi; partendo dal presupposto che il pubblico ha un senso critico e una sua autonomia. Il pubblico cinematografico non è quello televisivo.

Ma soprattutto, non è certo ostacolando questo film che si rende giustizia alle vittime, ma è portando a conoscenza dei tanti la loro storia. E’ diffondendo e non cancellando che si crea la cultura. Questo, forse ultimamente, è un concetto che a molti sfugge.

Irene Cassaniti

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