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17 gennaio 2011

Modena: terminate le celebrazioni per i vent’anni della facoltà di Ingegneria

Interessanti iniziative proposte dalla facoltà, che ha creato una finestra sul proprio passato…mantenendo uno sguardo vigile sul proprio futuro e su quello del territorio.Con il 2010 si sono concluse le celebrazioni legate al ventennale della Facoltà di Ingegneria “Enzo Ferrari” di Modena. Infatti nel 1990 si instaurava nel territorio modenese la prima facoltà di Ingegneria, degno completamento di un biennio propedeutico di Ingegneria presente nell’Ateneo fin dai primi del Novecento (salvo una breve interruzione voluta dal regime fascista nella metà degli anni Trenta).

Il carnet di eventi è stato ricco e variegato, con mostre, conferenze, incontri con aziende ed in particolare con l’intitolazione della facoltà al celebre Enzo Ferrari (1898 – 1988), avvenuta lo scorso 16 giugno, il quale fu uno dei più convinti sostenitori di questo ambizioso progetto. Vent’anni dopo il sogno del patron della Ferrari è stato realizzato, riscuotendo tra l’altro un immediato successo grazie alle fruttuose collaborazioni e ai solidi rapporti che la facoltà ha saputo creare con le imprese del territorio, dalle più piccole e sconosciute ai più, alle più grandi e blasonate come la Ferrari e la Lamborghini.

La breve ma intensa storia di questa facoltà è stata illustrata dal prof. Giovanni Sebastiano Barozzi, dal dott. Mario Zucchi e dalla dott.ssa Francesca Gambetta, i quali l’hanno racchiusa in un libro di recente pubblicazione. Per quanto riguarda il presente (e il futuro) di questa vivace realtà, entra in gioco anche lo sviluppo edilizio della facoltà, in particolare del nuovo Tecnopolo, delle aule e dei numerosi laboratori. Inoltre la facoltà si sta rendendo partecipe di vari progetti nazionali e internazionali, quali ad esempio il progetto “Tango” che riguarda l’ottimizzazione di reti IP di nuova concezione, affiancata ovviamente da importanti aziende del territorio, perché come afferma lo stesso Preside della facoltà, il prof. Giuseppe Cantore, “…Il panorama dei nostri saperi è ampio e tale da soddisfare le esigenze di una economia e di un territorio che vuole, rispetto alla crisi, guardare avanti, sfidare il presente e immaginare un futuro migliore”.

Perché il vero motore di una nazione risiede nell’istruzione e nella ricerca…cosa che, nel 2011, stranamente non tutti hanno ancora capito.

Luca Salvino

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