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22 gennaio 2011

“Provaci ancora Woody”: due giorni all’Unical dedicati all’Universo Cinematografico di Allen

Al Piccolo Teatro una rassegna di proiezioni, seminari, dibattiti. E stasera un’anteprima introduttiva.Si è tenuta il 18 Gennaio, nell’ aula f2 – cubo18C del Dipartimento di Filosofia Unical la proiezione-incontro “Il Dittatore dello Stato Libero di Bananas”, un momento di riflessione e dibattito nell’ambito degli appuntamenti de “Il filo di sofia”. La proiezione ha costituito lo start-up per la due giorni prevista i primi di Marzo al Piccolo Teatro dal titolo” Provaci ancora Woody” e che verterà sull’intera produzione Cinematografica del regista e attore statunitense Woody Allen, e ne approfondirà lo stile alla luce dei contenuti. Contenuti innegabilmente attuali, non solo per quanto riguarda questa prima, significativa, operazione lancio, ma a livello di intendimento globale.

L’approccio di Allen, istintivamente ironico, ingenuamente dissacrante, mette a nudo con saggia allegria i vizi, le contraddizioni, le più meschine ridicole follie dell’uomo contemporaneo, indagando ad occhi sgranati una dimensione politica e sociale dalle logiche perverse e il complesso immaginario deviato che essa, per forza di cose, nasconde e presume. Lo Spettacolo dell’Uomo, insomma, il migliore in assoluto da ché il mondo è nato. Ma anche la spietata analisi di una crisi, di un’enorme nevrosi collettiva che porta all’amara constatazione finale del vuoto. Una visione simile tocca tutti troppo da vicino per essere ignorata e relegata ad una dimensione solo ludica o di semplice intrattenimento. Il Cinema di Allen inventa una forma bipolare d’umorismo-non umorismo, qualcosa di sofferente, pervasivo, planetario, di assolutamente reale e dunque di inconsciamente profetico, di visionario. E’, senz’altro, molto di più.

Da qui l’iniziativa di dedicare alla sua Opera un’intera rassegna di proiezioni, seminari e dibattiti che ci spingano e sostengano nell’affrontare l’attuale situazione politica, nonché culturale nella quale il Paese versa, reagendo possibilmente con ironia ma anche esercitando il più possibile il nostro spirito critico, senza lasciare di nuovo che il sonno indotto e i sensazionalistici fumi del bombardamento mediatico cui siamo sottoposti attutiscano o devino il senso di gravità e di motivato orror vacui che tutti proviamo e che gli occhi enormi di Woody osservano purtroppo evolvere da decenni, ridendo di sconcerto da dietro gli occhiali.

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