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14 febbraio 2011

Le promesse dimenticate:il biglietto del cinema costerà 1 euro in più!

Sembrava ormai una cattiva idea abbandonata, dopo le proteste che avevano visto la mobilitazione di tutto il mondo cinematografico.

Sembrava ormai una cattiva idea abbandonata, dopo che il ministro Sandro Bondi aveva promesso maggiore impegno e sostegno da parte del governo per il cinema e lo spettacolo in generale.

Invece, rispunta nel decreto Milleproroghe l’aumento del costo del biglietto per lo spettatore, che entrerà in vigore dal 1 Luglio 2010 e durerà fino al 31 Dicembre 2011.

Il ministro ha giustificato così la decisione presa:”La previsione di un aumento di 1 euro allo scopo di finanziare per tre anni consecutivi gli incentivi fiscali a favore del cinema stesso, non era inizialmente nei miei progetti e nelle mie intenzioni.Ho accettato questa misura solo perché non esistevano alternative e soprattutto perché i proventi dell’aumento del prezzo del biglietto sono destinati interamente alla produzione cinematografica“.

Di parere opposto è però l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici che, attraverso una nota , considera “gravissima l’introduzione nel milleproproghe della tassa di un euro sul biglietto delle sale cinematografiche da fa pagar agli spettatori.Invece di introdurre la tassa di scopo per tutti quei soggetti che si arricchiscono con il cinema, si fa ricadere solo sui cittadini il costo di un ridicolo reintegro del Fus – che continua – In questo modo si allontanano dalla cultura le famiglie gia’ oggi in difficolta’ economica e si da’ un ulteriore colpo mortale alle sale di citta’, al cinema di qualita’ e all’associazionismo culturale, in esclusivo favore dei multiplex e delle sale parrocchiali, uniche esentate dalla tassa“.

Di fatto l’aumento del Fus è stanziato per 15 milioni di euro, una cifra esigua se si considera i costi del settore e l’importanza del settore nel mercato lavorativo e d’investimento.Lo stesso ministro Bondi conferma come “in questo modo, il cinema diventa un volano dello sviluppo economico e contribuisce anche ad aumentare le entrate dell’erario“.

Ancora una volta viene persa di vista l’origine e l’importanza sociale del cinema, per far posto ad una visione ottusa e opportunistica, dove il beneficiario non è più lo spettatore (ovvero il fruitore finale), ma le case di produzione e le casse statali (ovvero coloro che dovrebbero investire e dunque rischiare il capitale per poi aver un introito del rischio corso).

Irene Cassaniti

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