• Google+
  • Commenta
18 febbraio 2011

Una dieta povera di grassi nella lotta contro il colesterolo

Uno degli analiti da tenere maggiormente sottocontrollo è il colesterolo.

Le sue principali frazioni sono HDL (colesterolo “buono”) che svolge una importante funzione protettiva delle arterie, ed LDL (colesterolo “cattivo”) che è motivo di preoccupazione in quanto accumulandosi eccessivamente nelle arterie, ne provoca il progressivo ispessimento facendone perdere elasticità e tono.

I rischi di infarto cardiaco e di ictus cerebrale in tal caso aumenteranno. Di norma, i valori di LDL non dovrebbero superare i 120 mg per 100 ml. Occorre precisare che l’ 80% del colesterolo è di natura endogena, ovvero prodotto dal nostro organismo, mentre il restante 20% proviene dagli alimenti che ingeriamo.

Chi può svolgere quindi un ruolo importante nella lotta contro il colesterolo è l’alimentazione. La dieta dovrà essere povera di grassi animali (carni rosse, salumi, formaggi) e relativamente ricca di acidi grassi polinsaturi contenuti nel pesce, perché essi tendono a diminuire i livelli di colesterolo. In uno dei pasti principali è bene alternare la carne bianca con il pesce magro (tonno e pesce spada per esempio), limitando ad una sola volta a settimana il consumo di carne rossa e di frutti di mare quali aragosta, gambero, ostriche e cozze.

Naturalmente è preferibile scegliere modalità di cottura semplici, senza grassi, aggiungendo olio extravergine d’oliva solo a fine cottura ; al bando le fritture e gli eccessi di condimento. Il consumo di uova e formaggi stagionati andrebbe limitato una volta ogni due settimane, mentre formaggi freschi come la ricotta, anche una volta a settimana. I dolci sono nemici del colesterolo, le verdure sono invece fondamentali.

Via libera anche per pasta e legumi, a patto che non si esageri in relazione al dispendio energetico. A tal proposito una attività fisica regolare (40 minuti di camminata, corsa, bicicletta o nuoto per tre volte a settimana) non solo riduce il colesterolo cattivo, ma produce anche un aumento del colesterolo buono.

A scanso di equivoci è bene precisare un concetto : premesso che il ministero della salute raccomanda livelli di colesterolo non superiori ai 200 mg per 100ml, nel caso di valori alti è importante valutare le frazioni di HDL ed LDL perché magari una elevata quantità di HDL rappresenta un elemento positivo per il suo effetto anti aterogeno.

Andrea Cioffi

Google+
© Riproduzione Riservata