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11 febbraio 2011

Vivere e crescere “in digitale”: a Milano il punto sull’expertise di imprese e professionisti del digitale

Le sfide e le opportunità che il digitale offre sono il centro tematico del secondo Forum della Comunicazione Digitale. Il prossimo 16 febbraio,in Piazza Affari, sede storica della Borsa l’evento sarà occasione di un denso scambio di esperienze, know-how e idee di innovazione, sotto il patrocinio di Comunicazione Italiana, il social media che riunisce 20 associazioni di categoria e oltre 43000 top manager e professionisti del settore della comunicazione. condividere esperienze, know-how e soluzioni di business con i protagonisti dell’innovazione digitale
Anche in questa seconda edizione innovatori, esperti, top manager di imprese e pubblica amministrazione si incontreranno dal vivo per fare il punto sul settore digitale, i suoi trend economici e le linee di sviluppo. Obiettivo ambizioso degli ideatori dell’iniziativa è quello di guidare il passaggio degli italiani alla vita digitale.

Homo digitalis e Generazione Y – Il prototipo dell’internauta fuga definitivamente i dubbi (se ancora ce ne fosse stato bisogno) sul ruolo attivo dei destinatari dei vari flussi di comunicazione. In rete le persone mettono in atto le prime mosse per orientarsi nel processo di acquisto di beni e servizi, utilizzano massicciamente i servizi di infomediazione per comparare prezzi, consultare opinioni, creano recensioni su prodotti e formulano giudizi; quando si rivolgono direttamente alle aziende o accettano di essere informati o sollecitati all’acquisto (ad esempio prestando il consenso ad attività di direct mailing) si aspettano risposte rapide e comunicazioni efficienti. Una caratteristica demografica che non può sfuggire ad un’analisi macro è la presenza nel mondo di 3 miliardi di under 25: ciò caratterizza meglio il nostro homo digitalis suggerendo che le prossime generazioni di consumatori sono quelle dei nativi digitali, abituatissimi alle potenzialità relazionali della Rete nonché a produrre nel proprio piccolo contenuti da diffondere. Dialogare con questa Generazione Y è il futuro del business aziendale.

Trends – Nel nostro Paese restano in piedi le la criticità dell’accesso al web in banda larga: l’Italia è risultata al 38esimo posto della classifica per qualità della banda (66 Paesi censiti). La stima proviene dal Broadband Quality Index (Università di Oxford e Oviedo) che in base ad una scala 0-100 fissa in 50 punti l’indice considerato indispensabile per utilizzare in modo soddisfacente le applicazioni che si affermeranno nei prossimi 3-5 anni. Con un punteggio di 28,1 l’Italia deve assolutamente mettersi a scalare verso il punteggio di 50. Su Internet veloce è intervenuta più volte l’Agcom, propugnando tra l’altro una operazione verità attraverso un software a disposizione di ciascuno. Ma non mancano casi di eccellenza come i sistemi wi-fi in aree pubbliche messi a punto a Firenze: esperienze che, a quanto pare, fanno invidia ai tedeschi (corriere della sera)!

Questo dato si riferisce al digital divide tra Nazioni e zone del Mondo mentre continua ad esistere un digital divide “domestico”: la penetrazione del Pc nelle famiglie italiane resta infatti inferiore al 55% sul totale e il 12% della popolazione non ha ancora un accesso ad Intenet. Non cresce il numero di internauti ma piuttosto il tasso di utilizzo della Rete, in termini di tempo e di applicazioni internet-based (Nielsen). Situazione che comunque non soddisfa visto che proprio in funzione della penetrazione del mezzo la Finlandia (situazioni analoghe anche in Svezia, Svizzera), ad esempio, ha annunciato che garantirà per legge la connessione a banda larga per tutti (si parla di garantire uno standard di connessione nazionale di 100Mb/s in download entro il 2015). Riportato l’exemplum, di certo non bisogna cadere nella selva dei confronti decontestualizzati!

Altra questione è quella del mercato della convergenza al digitale. Le previsioni qui indicano ragionevolmente l’esistenza di numerose opportunità da cogliere e sviluppare. I dati registrano un incremento considerevole del 31% degli utenti Internet da dispositivo mobile (11 milioni stimati) e un esorbitante incremento di utenti social media da mobile (2,8 milioni, +139% rispetto al 2009). Stili di fruizione che trasformano la domanda di servizi. Per l’editoria digitale invece basti riportare un solo esempio: in Usa i 10 quotidiani on line più famosi hanno registrato un +27% di introiti negli ultimi 12 mesi. Il Washington Post stampa quasi 700000 copie in cartaceo e ben 9,5 milioni di copie in digitale!!
Dal libro allo schermo, la metafora portante della cognizione odierna continua a trasformarsi.

Il target è morto viva l’interesse – Con questo slogan per certi versi provocatorio gli ideatori del Forum della Comunicazione Digitale si prefissano l’obiettivo di canalizzare nell’evento la messa in mostra delle best practices sperimentate in vari casi e contesti da parte di aziende e professionisti che sopravvivono grazie ai circuiti della comunicazione in Rete. Considerare il consumatore come interlocutore dell’azienda costringe quest’ultima a giocare sul piano degli interessi, ovvero l’aggregatore di persone e consensi più potente della comunicazione digitale. Creare interesse presuppone una profonda conoscenza dei propri interlocutori, ovvero la sola cosa che si trasfigura in vicinanza e relazione. La tanto teorizzata quanto agognata fidelizzazione, in Internet si ottiene curando pazientemente questi passaggi. Insomma “sedurre e colpire a morte i clienti con spot in prima serata” non funziona quando sono le persone ad essere messe realmente in condizione di scegliere con chi interloquire.

Raffaele La Gala

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