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19 marzo 2011

Inauguriamo lo sport. Convegno all’università di Bari

Lo sport è legato alla vita dell’uomo. Questa affermazione risulta sempre più evidente se si considera che anche in epoche e secoli passati, ogni persona ha cercato di cimentarsi, con alterni risultati, in molte discipline sportive.

Se questo raffronto temporaneo lo si pone in essere ai nostri giorni, ci accorgiamo che introno al mondo sport ci sono vari interessi soprattutto economici e sociali. Lo sport attira curiosità; lo sport porta moneta e proprio per questo motivo negli ultimi decenni si è assistito alla comparsa anche di nuove discipline sportive che non sono di certo sfuggite all’occhio vigile e attento dei curiosi.

Come tutte le discipline, anche nello sport è necessario rispettare delle regole, e spesso per poter gareggiare in qualsiasi competizione è opportuno allinearsi ad alcuni parametri che vengono impartiti da soggetti che hanno l’obbligo di vigilare sulla regolarità della manifestazione che viene in concreto presa in esame.

Anche nello sport, proprio per questo, è possibile sollevare argomenti di discussione che possono essere anche complessi e che spesso non attengono al semplice raggiungimento di questo o quel risultato.

Soprattutto nel nostro bel Paese si parla di sport; si sogna lo sport e si pratica lo sport. Quello vero, quello agonistico, quello fatto di gioie e dolori; di sensazioni positive e meno positive.

Parlare dello sport accomuna le generazioni. Discorso che vale anche quando degli incontri su questo tema vengono organizzati nelle Università.

Non a caso, il convegno organizzato lo scorso 18 marzo 2011 dall’Università degli studi di Bari, dal titolo ” Inauguriamo lo sport. Innovazioni e criticità nel settore motorio sportivo” ha avuto un gran numero di partecipanti.

E’ lodevole vedere con quanta passione i ragazzi sono appassionati da questo tema“. Queste le prime parole del rettore UniBa prof Petrocelli che prosegue “Forse lo sport soprattutto nelle città del Mezzogiorno è particolarmente seguito perchè i ragazzi lo consideravo come una via d’uscita, un modo per sfondare dai problemi quotidiani“.

Discorso questo, vero, che però viene corretto anzi analizzato sotto un diverso punto di indagine dal prof Biagio Moretti (preside della facoltà di scienze delle attività motorie e sportive) il quale nel suo intervento dice “Gli adolescenti, allo stesso modo di ragazzi più adulti, devono capire che lo sport è bello ed è svolto nella maniera esatta, se da esso si possono trarre degli insegnamenti che sono utili per la vita di tutti i giorni. Ci sono delle regole che rappresentano la parte inscindibile per questa o quella disciplina senza le quali nessuna persona potrebbe raggiungere dei risultati soddisfacenti. Le regole aiutano la sana e rispettosa competizione.


Marco Cristofaro

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