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25 marzo 2011

La rabbia dei precari: “il nostro tempo è adesso”

Fuga dei cervelli, milleuristi, la Repubblica degli stagisti. Queste sono alcune delle espressioni che guadagnano un posto sempre più grande nel nostro quotidiano, risultati di un fenomeno sociale che rischia di mettere in ginocchio intere generazioni di italiani: il precariato.

Sul web sono nate alcune community dove molti precari si incontrano virtualmente per discutere delle proprie situazioni, scambiarsi opinioni e notizie relative a concorsi e informarsi sulle opportunità di lavoro offerte nel nostro Paese e all’estero. Alcuni esempi sono Generazione 1.000 Euro, La Repubblica degli stagisti e Italians in fuga.

Sempre sul web, per opera di un gruppo di giovani, è nata l’iniziativa “il nostro tempo è adesso – la vita non aspetta”. Si tratta di una mobilitazione organizzata per il prossimo nove aprile a Roma, con l’intento di dare voce ai disagi che stanno vivendo i tanti precari del nostro paese. Dal sito internet della campagna, gli organizzatori hanno esposto i motivi che li hanno spinti a mettere in piedi questa iniziativa: le aspettative tradite, gli stipendi inadeguati, gli ostacoli alla voglia di indipendenza che complicano la vita ai giovani di questo Paese.

L’appello degli organizzatori è stato accompagnato da alcuni dati che rendono chiare le difficoltà che gli italiani incontrano nel loro tentativo di inserirsi nel mondo del lavoro: a causa di un Paese che non invoglia i propri cittadini a migliorarsi attraverso gli studi, il tasso dei laureati nel segmento di popolazione che va dai 30 ai 34 anni raggiunge solamente il 19%, contro il 40% auspicato dall’Unione Europea; secondo l’agenzia di recruitment Bachelor, lo stipendio medio percepito dai neolaureati del 2010 è di 827€, contro i 1120€ di quelli del 2008; infine, secondo gli ultimi dati Istat, il 29% dei giovani fra i 15 e i 24 anni non studia e non ha un lavoro.

Sono cifre che fanno riflettere, e che fanno venire voglia di cambiare la situazione. Finora l’iniziativa ha ottenuto molti consensi. Hanno deciso di aderire gli studenti (“Rete degli Studenti” e “Unione degli Universitari”), alcuni personaggi noti, come la scienziata Margherita Hack, i drammaturghi Dario Fo e Franca Rame, il cantante Daniele Silvestri, il comico Dario Vergassola, il sociologo Luciano Gallino, gli attori Valerio Mastandrea e Jasmine Trinca, Giulia Innocenzi del PD, la scrittrice Silvia Avallone e i giornalisti Michele Serra e Francesca Fornario.

Alessio Testa

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