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21 marzo 2011

L’uomo e’ maschilista, ma il cervello lo frena

L’uomo e’ maschilista per colpa dell’educazione o dei suoi geni? Una ricerca dell’Universita’ Milano Bicocca propende per la seconda ipotesi: e’ stata infatti scoperta un’area del cervello il cui compito sembra proprio quello di ‘frenare’ il maschilismo innato dell’uomo e che, se inibita, porta i maschi a discriminare ancora di piu’ le donne.

Secondo la ricerca gli uomini tendono ad associare elementi positivi come successo e prestigio all’ambito maschile, mentre le donne non hanno pregiudizi.

Lo studio, coordinato da Zaira Cattaneo del Dipartimento di Psicologia della Bicocca e pubblicata sulla rivista Neuroimage, afferma che ‘‘gli uomini tendono ad associare elementi positivi come il successo e il prestigio al solo ambito maschile, mentre le donne non hanno pregiudizi di genere. Queste credenze non vengono generalmente manifestate a livello esplicito grazie a un’area del cervello in grado di frenarle”.

I ricercatori hanno analizzato il comportamento di 62 studenti di entrambi i sessi. Questi dovevano classificare nomi maschili e femminili per mezzo di alcuni tasti del computer, e poi usare gli stessi tasti per abbinare ai soggetti maschili e femminili alcuni concetti come ‘forza’ e ‘debolezza’. Gli scienziati hanno scoperto che tra i partecipanti uomini c’era una forte tendenza ad associare il sesso maschile a nozioni legate alla forza, come potere, autorità, successo, prestigio. Il sesso femminile era collegato a idee di debolezza, fragilità, indecisione,
passività e sottomissione. Le ragazze che hanno partecipato all’esperimento non hanno mostrato invece alcuna associazione di questo tipo.

Studiando poi il cervello degli studenti con la stimolazione magnetica, i ricercatori hanno visto che alcune particolari aree del cervello ”giocano un ruolo chiave nel controllo degli stereotipi: infatti, quando queste aree sono state temporaneamente inibite, i partecipanti maschi hanno associato in maniera ancora più evidente parole legate alla forza al sesso maschile, e parole legate alla debolezza al sesso femminile. In pratica gli uomini, anche se non in maniera consapevole, tendono ad attribuire al loro sesso gli elementi positivi come successo e prestigio: solo grazie alla corteccia prefrontale questi impulsi vengono frenati e non sfociano in episodi discriminatori.

Lo studio, concludono i ricercatori, ”dimostra che il controllo sugli stereotipi, quelli legati al genere ma anche alla razza e all’etnia, può essere modulato interferendo con l’attività dei lobi prefrontali del cervello”: anche se il nostro comportamento risente dell’influenza dell’ambiente e dalla cultura, ”la corteccia prefrontale può essere ‘allenata’ a controllare associazioni negative acquisite implicitamente”. A questo punto è evidente l’importanza fondamentale di investire sull’educazione “affinché il controllo esercitato dalla corteccia prefrontale sulle credenze stereotipiche agisca il più possibile”.

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