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16 marzo 2011

Università di Padova: Meteo-Polline, prevedere per prevenire

Allergici? La prevenzione si fa col meteo. Studiare le migrazioni dei pollini da una zona all’altra, misurarne i picchi, prevederne l’arrivo in rapporto alle previsioni del tempo. Sono le ultime frontiere nell’ambito della prevenzione delle allergie. A dirlo sono gli studiosi di “aerobiologia” e “bioclimatologia”, discipline dedicate allo studio dell’interazione tra fattori ambientali, in questo caso la produzione e diffusione dei pollini, e lo sviluppo di malattie allergiche.

Il 21 marzo 2011 l’Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA) promuove la Giornata Nazionale del Polline per far conoscere e diffondere, anche attraverso i media, le informazioni sulle tematiche proprie dell’aerobiologia.

Il presidente dell’AIA, GUIDO MARCER, responsabile del Servizio di Allergologia del Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica, sarà a disposizione dei giornalisti, insieme ai colleghi allergologi e agli addetti al campionamento pollinico dalle ore 11.00 alle 13.30, nell’aula didattica 2 della Sezione di Medicina del Lavoro, al 2° piano dell’Ospedale Giustinianeo.

«Le allergie – spiega Guido Marcer – sono ai primi posti come malattie croniche. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne viene colpita una larga fetta della popolazione compresa tra il 10 e il 40%, a seconda delle regioni e dei periodi dell’anno. Oltre 11 milioni sono i malati di asma. In Italia il 10-20 % della popolazione soffre di riniti allergiche. Se non è possibile evitare la presenza di polline nell’ambiente, è possibile tuttavia prevederne l’andamento e, dunque, adottare comportamenti o avviare trattamenti che permettano di ridurre i sintomi. In Italia esiste una rete di monitoraggio dei pollini aerodispersi (RIMA®), composta da circa 60 centri e coordinata dall’AIA.

Una cinquantina di centri aderisce alla anche alla rete europea di monitoraggio pollinico che effettua un campionamento in tutte le 52 settimane dell’anno. In questo modo i pazienti allergici possono gestire i loro disturbi anche quando si trovino lontani dalle abituali sedi di residenza, grazie alla crescente diffusione delle reti di monitoraggio a livello nazionale ed europeo».

L’Associazione Italiana di Aerobiologia, di cui ricorre il 25° anniversario, è un’associazione scientifica, attiva dal 1985, in cui sono presenti ricercatori esperti in diverse discipline, medici, biologi, naturalisti, agronomi, fisici, climatologi, uniti dall’interesse per lo studio delle particelle di origine biologica disperse in aria e del loro possibile impatto sulla salute umana, sulle colture agricole, sui beni artistici e culturali e in generale sull’ambiente in cui viviamo.

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