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15 marzo 2011

Università di Udine : Inaugurato il 33° anno accademico

«Costituire reti federate di università del Nordest ed europee, attraverso una forte cooperazione tra le Università dell’area Alpino-Adriatica, che interessi, in particolare, i livelli più alti di educazione universitaria e post-universitaria, come i Master e i Dottorati di ricerca». Così il rettore dell’università di Udine, Cristiana Compagno, in occasione dell’inaugurazione del XXXIII anno accademico dell’ateneo friulano, ha delineato oggi la via capace di «dare un futuro ai nostri piccoli atenei e aprire spazi inesplorati di azione comune anche ai nostri territori, disegnando nuove reti di cooperazione interuniversitaria a cavallo di Paesi e culture». Una via che è anche «un modo – ha sottolineato il rettore, rimarcando il valore storico e fondativo dell’Unità d’Italia per il Paese – per rileggere e interpretare, anche nelle aree più problematiche della nuova Europa, la stessa idea federativa che accompagnava il Risorgimento italiano».

La cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2010/2011 si è aperta a Udine con l’inno nazionale. «Un modo – ha detto Compagno – per ribadire come l’Università sia luogo e strumento attraverso cui affermare e riaffermare nella storia i valori di democrazia, libertà, autonomia e pluralismo nell’unità. Il Risorgimento è stato ed è per l’Italia un evento fondativo della sua storia contemporanea», in cui i giovani universitari di allora «ebbero un ruolo forte e decisivo – ha ricordato Compagno – e da cui nacque anche l’imprinting delle Università italiane: dall’ideale, che rappresenta ancor oggi uno dei contributi più grandi che l’Italia ha dato al mondo, di nazione unita nelle sue diversità e nelle sue autonomie territoriali». Su queste radici, oggi, «l’Italia e le sue Università – ha affermato Compagno – possono e devono riprendersi una posizione nel mondo. È in questo disegno ampio ma fondato, in questa dialettica tra storia profonda e cammino futuro che si deve collocare l’Università di Udine».

L’inaugurazione dell’anno accademico è occasione di incontro con la propria comunità di riferimento, per tracciare bilanci e delineare le azioni future. Il rettore ha dunque ripercorso i principali interventi messi in atto in un anno di governo d’ateneo.

Situazione generale. La legge regionale 97 di riforma per il finanziamento del sistema universitario recentemente varata «contiene un passaggio politico importante – ha sottolineato Compagno –, ovvero il riconoscimento esplicito della necessità di avviare processi di perequazione tra Atenei, laddove il finanziamento statale crea delle storiche disparità. Un risultato ottenuto grazie al legislatore, ma anche grazie a un diverso, corretto, solido e maturo rapporto di cooperazione con l’università di Trieste». Sull’avvio della riforma con la Legge 240/2010, il rettore ha invece rimarcato come «alle grandi novità normative, che vogliamo vedere come un veicolo di introduzione di alcuni necessari processi di ammodernamento del sistema, non si sono accompagnate novità significative nel rapporto Stato-Università, fondato su direttive spesso tra loro in contrasto e di ritardo sui processi di comunicazione. Se vogliamo che l’ammodernamento invocato dalla legge sia credibile, è necessario che le azioni ministeriali conseguenti siano coerenti nei tempi e nei contenuto e quindi credibili».

Sviluppo nonostante i tagli. Nello spazio di due anni l’Ateneo «ha iniziato e portato a termine – ha sottolineato Compagno – un processo di ammodernamento e ulteriore qualificazione a livello nazionale e internazionale, raggiungendo risultati straordinari, seppur a risorse calanti. Siamo stati adempienti rispetto agli obiettivi di crescita e rinnovamento, entro il rigore della spesa. Non altrettanto il nostro Stato. Alle riforme non sono corrisposte risorse, e i meccanismi premiali introdotti non sono in grado di dispiegare i loro effetti incentivanti in un regime di finanziamenti drammaticamente calanti».

Situazione finanziaria. Ottimi i risultati di bilancio ottenuti dall’Ateneo, che ha raggiunto la stabilità finanziaria «con il completamento del piano di recupero – ha annunciato il rettore – del disavanzo dell’amministrazione centrale che, con l’approvazione del bilancio consuntivo 2010, sarà completamente riassorbito, con due anni di anticipo rispetto agli obiettivi concordati con il Miur a fine 2008». A fronte di una riduzione di Ffo di 2,2 milioni di euro, negli esercizi finanziari 2009 e 2010 l’Ateneo ha migliorato di 5,4 milioni i risultati di bilancio.

Sul fronte dei finanziamenti, nel 2010 il Ffo assegnato è stato di circa 75 milioni di euro, cioè di -2,2 milioni rispetto al 2009. Grazie agli ottimi risultati della didattica e della ricerca, la riduzione è stata, tuttavia, minore (pari al 2,8%) rispetto alla riduzione di sistema (pari al 3,7%). Nei finanziamenti basati sui risultati, Udine si colloca stabilmente tra le prime dieci università italiane e quarta nel Nordest. Nel 2010 il rapporto tra Ffo assegnato in base alla valutazione e Ffo complessivo è stato pari, per Udine, alll’11,8% rispetto al dato medio di sistema dell’10%. «Il paradosso – ha evidenziato Compagno – è che questi risultato riescono esclusivamente a limitare i devastanti effetti derivanti dalla progressiva riduzione dei finanziamenti statali».

Ricerca e internazionalizzazione. Per quanto riguarda la ricerca, il numero di pubblicazioni scientifiche dei ricercatori udinesi presenti nella banca dati Web of Science, che seleziona a livello mondiale pubblicazioni a elevati standard di qualità, è crescente negli anni, con un incremento stimato dal 2008 al 2010 del 7,6%. In aumento anche la riconoscibilità delle pubblicazioni a livello internazionale, cioè il numero di citazioni, con incremento in tre anni del 19,8%. Cresce il numero degli studenti che fanno esperienze formative all’estero (+74,5% in un anno) ed è in aumento la mobilità studentesca internazionale in entrata (173 studenti lo scorso anno e 216 nel primo semestre del nuovo anno) e in uscita (350 studenti lo scorso anno). Sette sono i corsi che rilasciano doppio titolo internazionale, 2 di laurea triennale (Viticoltura ed enologia e Conservazione dei beni culturali) e 5 di laurea magistrale (Dams cinema, Comunicazione multimediale e tecnologie dell’informazione, Letteratura austriaca del corso in Lingue e letterature europee; dall’a.a. 2011/2012, Ingegneria elettronica e Informatica).

Organizzazione ed edilizia. I processi di riorganizzazione hanno riguardato l’avvio ufficiale a gennaio dei 14 Dipartimenti dell’Ateneo, frutto della disattivazione e riaggregazione dei precedenti 28 e della conseguente ricollocazione di 900 persone. È stata avviata la riorganizzazione delle biblioteche in 4 grandi poli. Entro l’estate sarà completata la riorganizzazione dell’amministrazione centrale, ed entro fine anno sarà attuato il passaggio al nuovo sistema contabile di tipo economico patrimoniale e analitica a supporto di una gestione orientata a logiche di budget e controllo direzionale. Dal lato dell’edilizia si è conclusa la forte intensificazione del processo di polarizzazione della attività didattiche e di ricerca nei 4 poli umanistico, scientifico, medico, economico e giuridico. Tra i maggiori interventi in fase di progettazione, le ristrutturazioni della ex chiesa di S. Lucia e dell’ex scuola “Maria Bambina” in via Mantica, di palazzo Garzolini di Toppo Wassermann in via Gemona, dell’ex edificio del collegio Renati in via Tomadini, e, in tutti e 4 i poli, la realizzazione di nuovi spazi per laboratori e aule.

Auspici e azioni future. Alla luce del fatto che «siamo oggi – ha detto il rettore – un organismo sostanzialmente sano, pronto a ripartire anche nell’applicazione della nuova legge, ma che rischia di rimanere fermo se privo di risorse da investire per nuovi progetti e per affrontare nuove sfide», Compagno ha annunciato che «intendiamo recuperare il sottofinanziamento cronico, che ci vessa e umilia, per metter in sicurezza i settori più esposti agli effetti dei tagli e per ricominciare a investire in modo deciso nella ricerca e nella qualità della didattica, nell’interesse della scienza e della ricerca e per il benessere di tutta la comunità friulana». Compagno ha indicato la via: «dovremo puntare, con le università più proattive del Paese, su un meccanismo di finanziamento non più basato sulla spesa storica, ma sul rapporto tra risorse impiegate e risultati ottenuti nella gestione, nella didattica e nelle ricerca», abbandonando «l’attuale meccanismo della spesa storica basato sui costi standard, perverso per le risorse pubbliche, in quanto crea inflazione in una spirale viziosa – perché chi spende di più, di più ha -, e profondamente ingiusto dal punto di vista etico e sociale, non premiando merito, impegno, competenza, capacità di reazione». Un nuovo sistema «che richiede strumenti di misurazione e di valutazione della efficacia e della qualità nella ricerca e nella didattica e dell’efficienza gestionale».

Giovani ricercatori. Simbolicamente, per premiare la ricerca dell’Ateneo, nel corso dell’inaugurazione sono stati consegnati i Riconoscimenti “Fondazione Crup”. Istituiti per incentivare e sostenere le eccellenze scientifiche, destinati alle migliori pubblicazioni scientifiche, i riconoscimenti sono stati consegnati a 9 ricercatori (dottorandi e assegnisti) che hanno contribuito, attraverso pubblicazioni di elevata qualità e contenuto innovativo, all’avanzamento scientifico nel proprio settore scientifico di appartenenza. Le pubblicazioni sono state valutate da esperti internazionali esterni all’Ateneo, nell’ottica di una valutazione autonoma e oggettiva. I premiati sono stati: Irina Elena Cristea e Claudio Piciarelli, Sonia Calligaris, Giorgia Gri, Cinzia Puppin, Katia Siega, Cristian Marchioli, Anna Zilli, Marco Iamoni.

Studenti. Il presidente del Consiglio degli studenti, Corrado Coppa, ha evidenziato, come criticità l’introduzione, con la riforma, della figura del ricercatore a tempo determinato, con contestuale messa ad esaurimento del ruolo di ricercatore a tempo indeterminato, e la subordinazione della chiamata a professore alla disponibilità finanziaria degli atenei. «La tara della Legge – ha detto Coppa – è che in un contesto di risorse calanti e di blocco del turn over, si inserisce una riforma che, per sua stessa ammissione, è a costo zero». Critico Coppa anche sull’inserimento «di requisiti sempre più stringenti e soffocanti sui corsi di laurea e sui curricola. Questa non è – ha detto – promozione e valorizzazione della qualità, ma un attacco all’autonomia e alla libertà di insegnamento delle università pubbliche, che mira ad impoverire l’offerta formativa».

Personale tecnico-amministrativo. Maurizio Pisani ha sottolineato la positività dell’allargamento della rappresentatività del personale, finalmente accolto dal Senato accademico, grazie alla possibilità di partecipare con voto ponderato alle future elezioni del rettore. Critiche sono state mosse sulla riforma del sistema universitario, in particolare per «l’ulteriore ridimensionamento del peso del personale tecnico-amministrativo», e per le novità introdotte dal DL 150/09 visto come «un passo indietro, che ha sottratto alla contrattazione collettiva materie come la mobilità e l’organizzazione del lavoro, che blocca le carriere con l’impossibilità di bandire concorsi interni». Sull’organizzazione interna, è stata indicata la necessità di una riorganizzazione dell’amministrazione centrale, dopo che è stata completata quella dei dipartimenti e si è ormai avviato il passaggio al bilancio unico.

La prolusione. Il preside della facoltà di Medicina Veterinaria, Bruno Stefanon, ha messo in evidenza come la ricerca nel settore delle scienze animali dovrà identificare le soluzioni per fare fronte alla domanda sempre più crescente di alimenti di origine animale, focalizzandosi, dunque, sulle biotecnologie animali, sull’alimentazione e sulle tecnologie di allevamento, sul recupero di energia dalle deiezioni e dalle biomasse. «Considerata la dinamica di crescita dei consumi di alimenti di origine animale – ha sottolineato Stefanon – il ruolo delle scienze e delle produzioni animali diventa uno dei fattori chiave per garantire una stabilità economica e sociale, sia nei Paesi occidentali, sia in quelli emergenti. Il ruolo dell’Università, sede naturale della ricerca e della formazione, sarà centrale, per trovare e proporre i modelli di sviluppo sostenibile capaci di affrontare questa sfida futura».

Il Presidente della Regione. Renzo Tondo ha rimarcato la vicinanza della Regione all’università di Udine, «in questa stagione di cambiamenti e di incertezze che, tuttavia, può essere anche una opportunità di miglioramento. In queste situazioni – ha detto Tondo – la qualità delle persone sono la risorsa che fa la differenza e di queste risorse è costituita oggi l’università di Udine, ateneo che ha saputo con determinazione e lungimiranza intraprendere un positivo percorso di riorganizzazione, riconosciuto, oggi, dai risultati che l’Ateneo ha raggiunto». L’Autonomia dell’Università «è un principio inderogabile – ha detto Tondo – che, tuttavia, non può essere disgiunto dalla responsabilità, anche in considerazione del ruolo dell’università di motore dello sviluppo territoriale, in particolare in tempi di crisi». In questo processo «anche la Regione è coinvolta – ha affermato il governatore -, e la nuova legge regionale di finanziamento al sistema universitario, varata all’unanimità, intende essere uno strumento nuovo, che, tra gli obiettivi strategici, intende accentuare il ruolo del Friuli Venezia Giulia nell’ambito della conoscenza e premiare l’eccellenza». Dunque, per la Regione è una priorità sostenere alta formazione ed eccellenze nella didattica e nella ricerca, e «la nuova legge approvata per il finanziamento complessivo alle università prevede – ha ricordato Tondo – un aumento del 25% delle risorse stanziate per gli anni 2012 e 2013». In particolare, rispetto ai 4,6 milioni l’anno di euro stanziati per tutte le università della regione nel 2011, siamo passati – ha spiegato il Presidente – a 6,2 milioni per ciascuna annualità nel 2012 e nel 2013».

Fiorella Kostoris. La cerimonia di inaugurazione si è chiusa con l’intervento della professoressa Fiorella Kostoris, tra i sei componenti di nomina ministeriale della neocostituita Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca (Anvur), economista tra i massimi esperti europei nel campo della valutazione, docente di Economia politica dell’Università “La Sapienza” di Roma. Kostoris si è detta lieta di partecipare all’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’università di Udine, «Ateneo che ritengo esemplare – ha affermato – tra gli atenei di più recente istituzione». In merito alla valutazione delle università «premiare il merito in maniera trasparente – ha affermato – è un atto volto ad accrescere l’equità e, insieme, l’efficienza, e contribuisce sia all’etica, sia allo sviluppo. Dare onore al merito è efficiente, perché la nostra società, nel riconoscere e incentivare i più capaci, promuove una più elevata dinamica culturale, economica e sociale».

Nel campo specifico dell’Università «saper valutare con criteri professionalmente ineccepibili, con onestà e coraggio intellettuale la qualità della ricerca e della didattica, favorisce senza dubbio – ha sottolineato Kostoris – la crescita e la coesione dell’Università e del Paese. Questo, precisamente, è uno dei compiti assegnati in Italia all’Anvur», che «sarà operativa tra pochi giorni – ha annunciato a margine della cerimonia Kostoris – ed entro breve saremo convocati dal ministro Gelmini». Un compito, dunque, impegnativo, quello dell’Anvur, la cui «autonomia, imparzialità e professionalità – ha notato Kostoris – sono anche garantiti dal fatto che i membri sono stati votati da maggioranza e opposizione, da Camera e Senato».

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