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13 aprile 2011

Alma Mater Studiorum in orbita

Studenti, ricercatori e docenti portano a termine con successo la costruzione del mini satellite e del suo sistema di controllo automatico che verrà lanciato in orbita per lo studio dei segnali.L’Alma Mater Studiorum conquista lo spazio. Proprio a ridosso dell’anniversario del primo lancio nell’Aprile del 1961 di un uomo nello spazio, Yuri Gagarin dell’URSS, è pubblicata la notizia del completamento del micro satellite costruito all’Università di Bologna, sede ingegneristica di Forlì.

Nasce ben sei anni indietro il progetto, detto ALMASat-1, del nuovo laboratorio di Microsatelliti, che vede l’impegno di quaranta studenti, ricercatori e docenti che, in forma di tesi di laurea o lavoro di ricerca, hanno progettato e costruito il satellite, partizionato in piccoli sottosistemi di facile gestione.

Il progetto prevede l’interfacciamento del satellite di piccolissime dimensioni, un cubo di trenta centimetri per lato e del peso di 12.5 chilogrammi, con un sistema di comunicazione e controllo automatico, anch’esso sviluppato nell’ambito dell’iniziativa, sito a Forlì.

Il lancio è previsto per il periodo settembre-ottobre prossimo, come carico secondario di un vettore spaziale in partenza dalla Guyana francese. Il mezzo col quale tale satellite giungerà l’orbita prevista attorno alla Terra è Vega, dell’Agenzia Spaziale Europea. Le prime ore dopo la messa in orbita saranno le più critiche, a causa di potenziali malfunzionamenti del dispositivo, pertanto esso sarà monitorato costantemente, per poi attivare il controllo automatico, salvo avvisare i tecnici via SMS in caso di necessità.

Il micro satellite contiene anche molte nuove tecnologie, per così dire, casalinghe. Infatti le batterie del sistema sono realizzate con comuni batterie al litio (come quelle dei moderni cellulari), la parte elettronica è realizzata con componentistica di consumo e perciò facilmente reperibile e persino i pannelli solari per l’alimentazione del dispositivo sono assemblati cella per cella dagli studenti costruttori. La vera innovazione però risiede nel sistema propulsivo che con piccolissime eiezioni di gas compresso permette il corretto puntamento e posizionamento del satellite.

La notizia viene resa pubblica proprio nella settimana che ricopre il cinquantesimo anniversario del lancio nello spazio del primo uomo, l’astronauta Yuri Gagarin, in forze all’Unione Sovietica, come a ricordare che l’ignoto spazio è ancora tutto da esplorare e rappresenta una delle maggiori sfide sia scientifiche che umane per l’uomo negli anni che verranno.

Luca Saccani

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