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13 aprile 2011

Lo sconvolgente fascino del Théâtre des Bouffes du Nord

La nascita, la quasi morte e la riscoperta di una delle più belle sale parigineArrivati al 37 di Boulevard de la Chappelle nel nord di Parigi c’è un palazzo color crema. Solo la moderna scritta rossa indica che all’interno si nasconde il Théâtre des Bouffes du Nord. Curiosa la storia della sua riscoperta nel 1974, da parte del regista teatrale britannico Peter Brook, che nello stesso anno ne prende in mano la direzione.

Brook decide insieme a Michelin Rozan di andare sulle tracce di questo teatro apparentemente scomparso. Fondato 1876 dall’Imperatore tedesco Guglielmo II che affidò i lavori all’architetto Louis-Marie Emile Leménil, il teatro – chiamato allora Théâtre Molière– viene chiuso nel 1914, sorte comune ai teatri durante Prima Guerra Mondiale. Riaperto nel 1917 chiude definitivamente nel 1952 perchè non in regola con le norme di sicurezza.

Arrivato davanti questo tipico edificio parigino del XIX secolo, Brook non è affatto sicuro di essere nel luogo giusto. Aprendo un varco su una parete di cartone sulla quale hanno notato un piccolo foro, Brook e Michelin Rozan si fanno strada attraverso un tunnel che li conduce nel cuore della sala. Il Théâtre Molière, che diventa Théâtre des Bouffes du Nord, torna alla luce, sfinito dagli anni e dalla pioggia. Una sala di modeste dimensioni, interamente in pietra. Una fila di logge, una galleria il cui decoro in stucco richiama motivi barocchi e il soffito in ferro battuto sono gli elementi di un luogo permeato da un’atmosfera che riporta al passato.

“Un teatro moderno può essere dinamico restando tuttavia freddo e senz’anima. Al Bouffes du Nord si è colpiti dalla nobiltà delle proporzioni, ma allo stesso tempo questa qualità è sconvolta dall’apparenza rude del posto. Sono questi due aspetti che creano il tutto”
. Le parole di Brook pronunciate nel1974 possono essere quelle di un qualsiasi spettatore contemporaneo che abbia messo piede al Bouffes du Nord. Un teatro che appaga gli occhi e lo spirito, che coinvolge, e che trascina nella Parigi di fine ’800, che porta lo spettatore a calarsi nell’atmosfera delle rappresentazioni passate, dalla messa in scena di “Nadine”, pièce rivoluzionaria realizzata dall’anarchico Louise Michel, a “La Reine Margot” di Alexandre Dumas fino ad arrivare a “Les Bouches inutiles” di Simone de Beauvoir.

Ma torniamo ai due pionieri del 1974. I due decidono di lasciare il teatro così com’è evitando qualsiasi intervento invasivo di restauro. Il 15 octobre 1974 il Bouffes du Nord viene inaugurato con il “Timon d’ Athènes”, mentre alcuni pezzi di intonaco cadono dal soffitto a causa delle vibrazioni, e pezzettini di abiti delle prime invitate restano attaccati ai sedili di legno logorati dal tempo.

Si apre una nuova stagione dominata dalla volontà del nuovo direttore di far conoscere questa meraviglia nascosta ai parigini. Un teatro semplice, senza posti numerati, biglietto dal prezzo unico, con l’obiettivo di far avvicinare gli abitanti delle banlieues parigine al mondo del teatro. Si organizzano matinées il sabato a prezzi stracciati e rappresentazioni gratuite a Natale e a Pasqua per la gente de quartiere. Oggi il teatro non è poi così economico, ma l’esperienza provata quando si varca la soglia della sala, vale qualsiasi prezzo del biglietto.

Benedetta Michelangeli

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