• Google+
  • Commenta
18 aprile 2011

‘Ninni ‘ninni ad occhi aperti: quando i Sogni diventano Cinema

Il diritto al futuro dei giovani di etnia Rom in un cortometraggio-verità diretto da Francesco Pileggi

Un contenuto molto “forte” quello del cortometraggio proiettato ieri in un incontro promosso da Amnesty International e Pax Christi sulla condizione dell’etnia Rom in Italia, e in particolare sulla vita condotta dai giovani in un cosiddetto Campo Nomadi. Quello di Lamezia, dove il corto è stato interamente girato e dove di nomade non c’è più nulla, essendo i suoi abitanti stanziali da circa 60 anni.

Il film di Francesco Pileggi è un vortice di immagini, qualcosa che mescola e rimescola realtà e fantasia capovolgendo le carte in tavola e sovrapponendo il quotidiano ai sogni . Sogni minuscoli – ‘ninni significa appunto questo – talmente piccoli da non essere più sogni, ma solo disperate chimere di futuro da vivere quotidianamente per aggrapparvisi, anche ad occhi aperti.

La proiezione si è tenuta al Politeama, teatro storico del quartiere Sambiase da poco ristrutturato, che da 30 anni non ospitava eventi di Cinema. Presenti in sala l’On. Doris Lo Moro,il Sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza, e gran parte della sua Giunta Comunale. Un modo per dire il coinvolgimento della politica in una tematica così delicata e il proprio impegno a risolvere al più presto i problemi ad essa correlati. Problemi di sopravvivenza e di futuro per i giovani appartenenti all’etnia che i loro “sogni” vogliono realizzarli davvero : nessun progetto fantasmagorico nel loro immaginario , solo un gran bisogno d’integrazione, di normalità.

Un lavoro da barista ad esempio, da netturbino, da operatore per la raccolta differenziata. Più distante l’idea della scuola o dell’Università. Lavorare per integrarsi è il sogno più grande che la nostra società può offrire ad ognuno di loro, questo il loro massimo traguardo, il punto più lontano da fissare all’orizzonte. Lo rivelano i loro interventi al cineforum che subito segue la proiezione, durante il quale essa diviene secondo le parole del Sindaco un vero e proprio “punto d’incontro fra il Campo e la Città” .

Il Campo Rom di Località Scordovillo, uno dei tanti in Italia, coacervo di miserie e disperazione quotidiana, si trova infatti a livello urbanistico in una fase di transizione che dovrebbe preludere al suo smantellamento. Una fase in cui i problemi, le resistenze, le forze centripete e centrifughe si acuiscono rendendo estremamente difficile ogni forma d’intervento esterno. Il Sindaco richiede al Governo la possibilità di eleggere un Commissario con poteri straordinari in considerazione dell’emergenza, ma la richiesta non è ancora stata accolta. Nessuna promessa quindi, a parte quella della propria perseveranza nell’affrontare a viso aperto la questione. Incontrando questi giovani e la loro prigionia senza futuro un intervento si rivela ogni giorno più vitale.

Hanno reso possibile la realizzazione del corto già proiettato in anteprima a Roma e a Milano i volontari dell’Associazione La Strada, gli insegnanti del C.T.P. ( Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli Adulti), l’Associazione Donne e Futuro, il Comune di Lamezia Terme. Altri progetti di Cinema alternativo sull’etnia Rom sono tuttora in corso.Il corto ha ricevuto recensione positiva da parte del noto documentarista Calabrese Vittorio De Seta.

Giulia De Sensi

Google+
© Riproduzione Riservata