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30 aprile 2011

Tradimenti e lavoro: gli uomini e le donne sono uguali

“Gli uomini e le donne sono uguali”. O almeno questo sostiene Cesare Cremonini in una sua nota canzone. Uno studio spinto dall’Università di Tilburg gli da ragione. Nello specifico, la ricerca condotta dallo psicologo Joris Lammers rivela che i due sessi si comportano nella stessa maniera in quanto a tradimenti.

Alcuni studi passati, hanno già reso noto il rapporto proporzionale fra il potere nel lavoro e la scarsa fedeltà coniugale degli uomini. Da qui la nascita del luogo comune secondo il quale gli uomini potenti si concedono spesso delle “scappatelle” sul posto di lavoro. Secondo i dati scaturiti dall’indagine dell’olandese però, questo comportamento riguarderebbe anche il gentil sesso.

Per arrivare a questa constatazione, il ricercatore assieme ad acluni colleghi ha condotto uno studio su 1500 persone che si sono sottoposte volontariamente all’indagine. Di questo campione, il 58% era composto da professionisti, il 22% da capi ufficio, il 14% da quadri 6% da dirigenti. È stato chiesto loro di rispondere il più sinceramente possibile a domande inerenti alla propria carriera, all’onestà e alla fiducia in se stessi.

Secondo i risultati dell’indagine, il genere sessuale non influisce sui comportamenti delle persone con importanti incarichi lavorativi. In particolare, anche fra le donne vi è la già dimostrata relazione fra importanza del ruolo professionale e scarsa fedeltà verso il proprio compagno.

La crescente affermazione delle donne in ambito professionale, potrebbe quindi modificarne il proprio comportamento, rendendolo simile, nei pregi e nei difetti, a quello degli uomini che fino a qualche decennio fa erano i soli a poter ricoprire importanti ruoli lavorativi.

Lo psicologo dell’Ateneo olandese ha spiegato che ”le persone credono che se il potente è uomo ha più facilità ad imbrogliare il prossimo, ma se una persona di potere è uomo o donna non fa alcuna differenza riguardo al comportamento che questi potrebbero tenere”.
Un altro luogo comune sembrerebbe quindi essere stato messo in crisi dalla ricerca.


Alessio Testa

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