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27 aprile 2011

Zero in condotta per le Università online

Le Università online non funzionano bene. Questo il decreto del Comitato per la valutazione del sistema universitario, che fa capo al Ministero dell’Istruzione, dopo uno studio attento e meticoloso sull’andamento degli atenei online.Pur essendo numerose (costituiscono oltre il 10% del totale delle università) e raccogliendo circa 14mila studenti, le università online peccano di scarsità di personale. Le lezioni sono affidate soprattutto a ricercatori a tempo determinato o a docenti appartenenti agli atenei tradizionali, e la ricerca scientifica è spesso assente.

Dati allarmanti, sostiene Guido Fiegna, membro del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario; senza una solida ricerca scientifica, gli atenei non diventano che meri dottorifici. Il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha promesso di chiarire e risolvere la situazione, imponendo tolleranza zero.

Le cose però non sono semplici come sembrano. Dietro le Università online c’è un circuito molto più grande e vizioso, che coinvolge studenti e, nemmeno a dirlo, molto denaro. Alcuni campus sono legati a centri di assistenza agli esami come E-campus, aderente a Cepu o all’Unisu, i quali sono collegati a loro volta a Universitalia, un istituto romano privato di preparazione agli esami. Si tratta di istituti che non fanno altro che spingere gli studenti verso il centro di preparazione agli esami; qui, i tutor li indirizzano verso gli atenei online cui sono collegati. Ovviamente tali servizi non sono gratis, e l’iscrizione a un dato corso di laurea risulta alla fine quasi raddoppiato.

Senza contare il fatto che taluni atenei online non sono riconosciute dal Miur, e con la promessa di far ottenere una laurea in tempi molto ristretti, rientrano a pennello nella categoria dei dottorifici a pagamento.

Una realtà, quella italiana, che si discosta da quella spagnola o inglese, che risultano in un’organizzazione compatta e ben funzionante. La nostra si traduce invece in tante piccoli istituti a scopo di lucro. Si diventa dottori in tempi brevissimi, si ottengono titoli in tutto e per tutto uguali a quelli conseguiti in modo tradizionale in termini di concorsi, punteggi e avanzamento di carriera. L’unica differenza è, ovviamente, la qualità dell’istruzione ricevuta. Ma per la nostra società questo non sembra essere un problema.

Marilena Grattacaso

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