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23 Maggio 2011

Diventare professore in Francia

Allora è vero; non soltanto in Italia l’iter per accedere al mestiere del professore si risolve in un percorso a ostacoli sempre più tortuoso. Quest’anno infatti anche in Francia è entrata in vigore la riforma che riguarda Formazione degli insegnanti. E l’UNEF (Union Nationale des Etudiants de France), la prima organizzazione sindacale studentesca interviene contro i cambiamenti introdotti,considerati come un tentativo a disincentivare il percorso del’insegnamento.

La riforma consiste nel formare i professori non più nelle IUFM ( Les instituts universitaires de formation des maîtres), ma direttamente nelle università, durante il periodo di preparazione ai concorsi per l’abilitazione all’insegnamento.
Il grande cambiamento riguarda la “Mastérisation” che prevede l’accesso ai concorsi per diventare docenti nelle écoles , nei collèges (i quattro anni equivalenti alla nostra Scuola Media) e nei lycées ( i tre anni di Liceo) soltanto per chi ha conseguito il Baccalauréat (la maturità francese) e ha terminato i cinque anni di Università (tre di Licence -la nostra triennale- più due di Master -la specialistica-), al posto del bac+3 ( Baccalauréat più tre anni di Master ), che erano sufficienti prima dell’entrata in vigore della riforma.

I concorsi. Si tratta del CPE (Concours des professeurs des école), del CAPES il (certificat d’aptitude au professorat de l’enseignement du second degré, con più iscritti), del CAPET (Certificat d’aptitude au professorat de l’enseignement technique), del CAPLP (Certificat d’aptitude au professorat de lycée professionnel) e del CAPEPS (conscorsodes professeurs d’éducation physique et sportive). C’è poi chi concorre all’Agrégation il più antico e ambito concorso per l’insegnamento, ricevendo il titolo di professeur agrégé . La differenza tra chi consegue il CAPES e l’agrégation non riguarda soltanto lo status (i laureati al CAPES sono professeurs certifiés ), ma anche il salario (più alto per gli agrégés) e le ore di insegnamento (15 ore settimanali per gli agrégés, 18 per i certifiés).

La preparazione ai concorsi per l’insegnamento saranno accompagnati da stages a partire dal primo anno di master. Gli « stages d’observation et de pratique accompagnée » non sono remunerati mentre gli « stages en responsabilité » hanno una durata massima di 108 ore e sono remunerati.
Se per Valérie Pécresse, Ministre de l’Enseignement Supérieur et de la Recherche e per Luc Chatel, Ministre de l’Education Nationale, queste riforme permetteranno un innalzamento del livello di reclutamento e un miglioramento ella qualità della formazione, l’UNEF punta il dito sulle condizioni deplorevoli degli stages, la mancanza di formazione professionale, le eccessive spese di iscrizione ai maser e il sotto pagamento o non pagamento degli stagisti.

Fino allo scorso anno, una volta superato il concorso, si effettuava un anno di preparazione e un anno di formazione remunerata che prevedeva tra le 6 e le 8 ore a settimana di insegnamento in classe e corsi teorici all’IUFM. Con la nuova riforma il sistema di preparazione è stato soppresso. La formazione pedagogica e gli stages pratici si effettuano in concomitanza alla preparazione dei concorsi. Una volta superato l’esame, i « nuovi professori » sono direttamente inviati nelle classi, 18 ore a settimana per i professori cetifiés e 15 ore per gli agrégés.

« Questi corsi non hanno nessuna utilità, né per noi che ci prepariamo a diventare professori, né per i nostri futuri alunni» sostengono Alban e Adrien, aspiranti docenti in attesa delle prove orali del CAPES alla Sorbonne Nouvelle di Parigi.

Mi spiegano che la visione di un dvd generosamente fornito dal Ministero può fornire improbabili quanto initili consigli su come gestire una classe. In questo contesto il successo di Istituti privati ( per esempio il ForProf, l‘Institut National de Formation des Professeurs) che propongono stages di cinque giorni dai quattrocento euro in su per « prendere in mano e gestire una classe » è assicurato.

L’incertezza sull’iter da seguire mi sembra comune in Francia come in Italia. Alla domanda « quando cominciano gli stages ? » nessuno sa rispondere ; come del resto nessun aspirante docente italiano conosce il funzionamento dei TFA, i Tirocini Formativi Attivi previsti dal Decreto nr.249 del 10 settembre 2010, nell’ambito della riforma Gelmini, grazie ai quali si ottiene il titolo di abilitazione all’insegnamento.

Benedetta Michelangeli

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