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20 Maggio 2011

La Fionda: l’opera di Nikolaj Koljada sarà rappresentata a Catania al Teatro Machiavelli

La Fionda: l’opera di Nikolaj Koljada sarà rappresentata a Catania al Teatro Machiavelli dal 25 maggio al 3 giugno“La fionda”, opera del drammaturgo contemporaneo Nikolaj Koljada, sarà di scena a Catania al Teatro Machiavelli (Palazzo Sangiuliano, piazza Università) dal 25 al 29 maggio e dal 31 maggio al 3 giugno (ore 20.45). Organizzato dall’associazione di promozione sociale Ingresso Libero, dalla facoltà di Lettere e filosofia e l’Università degli Studi di Catania, con la collaborazione di Centro culturale mobilità delle arti, lo spettacolo racconta la vicenda di un uomo, preda della sofferenza e vittima delle sue paure, che trasforma la propria vita in un inferno.

Un testo della fine degli anni ottanta del secolo scorso scritto da uno dei drammaturghi contemporanei più rappresentati in Russia. Padre indiscusso della moderna drammaturgia russa, Nikolaj Koljada ha scritto oltre 90 commedie e il suo lavoro, tradotto in venti lingue, ha influenzato notevolmente la crescita e lo sviluppo del teatro russo. Anche se quasi del tutto sconosciuto in Italia, Koljada è considerato nel teatro russo contemporaneo il “Cechov del XX secolo” e il “Tennessee Williams russo“.

Sogno e realtà si mescolano in un gioco continuo e inestricabile. Perfino l’incontro con l’altro sembra assumere spesso i contorni di uno sdoppiamento, in un estremo delirio di solitudine.

Il’ja, trentenne, vive solo in uno squallido appartamento alla periferia di una metropoli sovietica. A vent’anni ha perso le gambe in un incidente sul lavoro e ora è in sedia a rotelle e consuma la sua vita chiedendo l’elemosina per la strada, sempre ubriaco.

Anton, diciottenne, lo salva una sera dall’impatto mortale con un camion e lo riporta a casa. Nasce fra i due un’amicizia profonda.
Larisa, giovane vicina di casa, fa la corte a Il’ja, dice di essere innamorata di lui, vorrebbe farsi sposare. Ma lui non vuole, credendo che la donna sia interessata solo al suo appartamento.

La frequentazione con Anton sembra invece far rinascere Il’ja, che progressivamente abbandona l’alcool e l’idea fissa del suicidio.
Tutto sembra procedere bene quando Anton, profondamente turbato da un episodio che lo tormenta, comincia a diventare violento con l’amico fino a decidere di interrompere per sempre il rapporto con lui.
Il’ja allora sparisce: “Al diavolo, ecco dov’è!” risponde Larisa ad Anton, tornato dopo mesi a cercarlo. E aggiunge “È partito! Una passeggiata fuori città, verso nord!” e poi “È crepato, capito? Era alcolizzato, ne ha bevuto uno di troppo e si è buttato dalla finestra!”. Quale sarà la realtà?

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