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21 Maggio 2011

L’Unifestival, un successo che vale quattromila

Tutto esaurito agli spettacoli della notte bianca. E, mercoledì, bis con il teatro di Allì CaraccioloTutto esaurito agli spettacoli della notte bianca. E, mercoledì, bis con il teatro di Allì Caracciolo

Tantissimi spettatori, venerdì sera, agli spettacoli della notte bianca dell’Unifestival, il festival degli studenti dell’Università di Macerata. Ad occhio quasi quattromila persone hanno popolato il centro storico fin quasi alle due di notte.

“La città – commenta il rettore Luigi Lacchè – ha risposto con un entusiasmo crescente all’iniziativa, fortemente voluta dai nostri stessi studenti. Non ci aspettavamo numeri del genere, che non possono che lasciarci molto soddisfatti. Macerata è una città universitaria ed è stato importante segnalare questa vocazione, questo patrimonio comune”.

Non uno degli spazi dedicati l’altra sera a qualche spettacolo è rimasto sguarnito di un pubblico, che ha potuto scoprire la suggestione notturna di tanti angoli nascosti della città. Piazza Cesare Battisti e piazza Vittorio Veneto si sono accese al ritmo e alle canzoni delle palermitane Serena Ganci e Simona Norato, insieme nella band Iotatòla, e della maceratese Beatrice Antolini: tre donne artisticamente diverse, ma accumunate da grande passione per la musica, eclettismo, maestria e tanta energia. Nel cortile di Palazzo Buonaccorsi, rimasto aperto con i suoi musei fino a tarda notte insieme a Palazzo Ricci, sono risuonate le voci del coro di Unimc diretto da Aldo Cicconofri. Di grande suggestione l’esibizione di Luca Violini nel cortile di Palazzo Conventati. L’attore e doppiato anconetano con la sua poderosa interpretazione, appena illuminato da un faro, ha fatto rivivere, attualizzandoli, i racconti omerici di Achille, Ettore, eroi e dei, ricreando le suggestioni dell’oralità ai tempi degli antichi aedi. Seguitissimo e applaudito lo spettacolo di Matteo Canesin, un divertente, ma a tratti anche toccante, one man show dedicato a Roma e al teatro di Gigi Proietti. Da tutto esaurito anche la proiezione del delizioso documentario “Annanzarrete”, un tributo alla civiltà contadina, e la lezione concerto su Mahler di Enrico Maria Polimante con il Trio Ludwig.

Un successo, insomma, che rende sicuro un futuro bis. Anche se l’Unifestival ancora non si può dire concluso. La festa degli studenti universitari prosegue, infatti, anche mercoledì prossimo, quando, al teatro Lauro Rossi alle 21.15, andrà in scena la pièce “Anacaona” di Jean Mètellus per la regia di Allì Caracciolo. Sul palco saliranno gli studenti del laboratorio di pratica teatrale che la Classe di Lingue organizza ogni anno insieme a docenti e collaboratori linguistici. Anacaonà, o “Fiore d’Oro”, è donna e poeta, regina ad Haiti prima della conquista spagnola, quando tutto è ancora in armonia con la natura e con gli dèi. Il fragile equilibrio di questo Paradiso Terrestre non sopravvive all’invasione dei conquistadores, che, “ricchi di parole, ma anche di armi”, fanno dell’astuzia e della dissimulazione veri e propri strumenti di violenza sugli indigeni. La pièce, in versi liberi e in prosa, si divide in quattro atti magistralmente strutturati, che ripercorrono il triste destino di un popolo e della sua regina. L’ingresso è gratuito.

Per prenotazioni, telefonare al 338/6210158. L’esibizione sarà preceduta lo stesso giorno da una conferenza con l’autore Mètellus alle 15 alla Facoltà di Lettere in corso Cavour.

Serena Valeriani

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