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14 giugno 2011

Gioventù Europea Trieste

Gioventù Europea Trieste (Università di Trieste)

Gioventù Europea Trieste (Università di Trieste)

Presidente: non identificato

Email di riferimento: getrieste@email.it

Sito web associazione: http://xoomer.virgilio.it/getrieste/Contatti.html

Questa è la carta costitutiva e programmatica di Gioventù Europea Trieste, in cui si vogliono fissare i nostri valori e aspirazioni, definendo una linea di condotta.

Gioventù Europea Trieste nasce come movimento d’opinione, come luogo di aggregazione aperto a tutti coloro che non sono soddisfatti dalle logiche ristrette del sistema bipolare: vogliamo fornire uno spazio utile a un confronto tra idee attraverso il quale giungere alla formulazione di proposte condivise e concrete.

EUROPA

Siamo fieri della nostra storia patria, delle nostre tradizioni locali e della nostra cultura e, contemporaneamente, consci che nella situazione che si sta delineando su scala mondiale, è necessario guardare alla dimensione continentale come l’unica adatta a confrontarsi con gli attuali soggetti geopolitici.

Si va formando l’Unione Europea, impegniamoci nel nostro piccolo per darle dei contenuti, dei riferimenti, delle certezze morali e spirituali, in contrapposizione al burocratismo e all’inefficienza delle strutture esistenti.

A quest’Unione Europea che tutto parametrizza opponiamo l’esperienza dell’Imperialità classica romana, in cui all’unità amministrativa e del diritto si affiancava il rispetto degli usi e costumi locali.

Anche il nazionalismo può trovare una sua legittimità se saprà adeguarsi alle proporzioni del mondo attuale, diventando quindi nazionalismo europeo.

VALORI

Ci riconosciamo nei valori della vita e quindi ci impegniamo nella lotta alla droga e ad ogni forma di dipendenza, per il raggiungimento di una piena autonomia e libertà della persona.

Amando la vita ci poniamo in posizione critica nei confronti di pratiche che la scienza e la tecnica stanno tentando di portare avanti, senza nessuna remora etica: la fecondazione assistita va consentita solo nell’ambito di una coppia eterosessuale in età fertile, per un corretto sviluppo psicologico del nascituro; su un utilizzo dell’aborto come banale metodo contraccettivo va tutta la nostra contrarietà.

Non assumiamo qui una posizione rigidamente antiabortista: la nostra analisi si incentra piuttosto sulle carenze sociali e assistenziali in cui ci si imbatte nel momento di questa tragica scelta. La tutela dell’infanzia che vorremmo parte da una sfera di protezione per chi è chiamato a decisioni individuali così importanti.

FAMIGLIA

E’ oggi una delle istituzioni più a rischio, stante la carenza di aiuti da parte delle istituzioni: arrivare a fine mese con uno stipendio solo è quasi impossibile e specialmente le giovani coppie hanno bisogno di aiuto.

Il nucleo della famiglia è formato da due persone di sesso opposto che decidono di condividere un’esperienza di vita, di garantire la continuità attraverso dei figli, mettendo a loro disposizione un ambiente adeguato alla prima formazione psicologica e sociale. Queste convinzioni ci spingono ad un’azione finalizzata a favore della famiglia, affinché la società ne recepisca i bisogni e crei le strutture opportune.

In una logica che unisce la tutela della famiglia e la giustizia sociale, siamo fermamente contrari a quelle forme di lavoro precario che, se possono avere un senso col favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, perdono ogni giustificazione allorquando, nelle mani di imprenditori avidi di facile guadagno, diventano il nodo scorsoio che tiene un lavoratore legato ad una vita intera di precariato, priva di tutela sindacale e dei più elementari diritti di uno stato sociale e senza possibilità di guardare con fiducia al proprio domani.

RELIGIONE

Condanniamo qualsiasi uso strumentale delle religioni e, in particolare, ogni tentativo di avvalersene per fomentare uno scontro di civiltà: la convivenza è possibile dove ci sia reciproco rispetto e il riconoscimento della sfera d’autonomia di ciascuna comunità.

Rispettiamo le religiosità che, nonostante l’azione dissolutrice del mondo moderno, hanno mantenuto i loro caratteri tradizionali e valorizzato sempre l’azione spirituale e non, invece, quella materiale o aggressiva.

NATURA

Intendiamo la natura come luogo di formazione del fisico e di temperamento dello spirito, non come oggetto inerte da sfruttare fino all’esaurimento delle risorse. L’uomo ha sempre vissuto in simbiosi con la natura, non può ridursi a sordido parassita al punto da alterare i delicati equilibri cui la sua stessa esistenza è legata.

L’odierno modello di sviluppo deve essere ridiscusso e questo comporterà di certo una lunga battaglia ideale, nel frattempo si deve tentare di limitare i suoi effetti nefasti.

COMUNITA’

Guardiamo con favore alle piccole comunità locali, in cui maggiore è il senso di solidarietà fra componenti, pensando ad un’Europa mosaico di tante piccole realtà comunicanti fra loro e che si integrano culturalmente ed economicamente nel rispetto delle identità e delle tradizioni di ciascuno.

Il nostro sogno è un’Europa che si possa definire “una comunità di comunità”.

AZIONE SOCIALE

Collaborazione e non lotta di classe; proprietà sacra fino a che non diventi un insulto alla miseria; cura e protezione dei lavoratori, specialmente dei vecchi e degli invalidi; cura e protezione della madre e dell’infanzia; assistenza fraterna ai bisognosi; moralità; lotta contro l’ignoranza e contro il servilismo verso i potenti; educazione in profondità. In particolare intendiamo impegnarci per ottenere leggi che prevedano la partecipazione agli utili d’azienda e la cogestione nelle imprese, attuative quindi dell’articolo 46 della Costituzione italiana: “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.”

INIZIATIVA CULTURALE

E’ un nostro scopo stimolare il confronto di opinioni attraverso la diffusione e lo scambio di idee, letture ed esperienze, sia impegnandoci in attività interne al gruppo che organizzando avvenimenti aperti al pubblico.

Come strumento ci sono dibattiti, conferenze, libroforum, cineforum e tutto quel che può rientrare nella metapolitica (musica, spettacoli, informazione).

Motivati dalla voglia di cambiare le cose, ma non accecati, condanniamo ogni forma violenta di protesta: assaltare sportelli bancari o camionette delle Forze dell’Ordine sono azioni deplorevoli, laddove argomenti più efficaci sono invece lo studio, la ricerca, la controinformazione.

Il compito a cui ci sentiamo chiamati è provocare un cambiamento di mentalità tale che le persone, oltre a reclamare i loro diritti, si accollino anche la responsabilità dei loro doveri!

RAPPRESENTANZA

Nei rapporti con l’esterno dobbiamo evitare collaborazioni e compromessi con quei soggetti che cercherebbero solamente di anestetizzarci o fagocitarci: le nostre idee ci appartengono ed è tramite esse che ci relazioniamo e nessuno ha il diritto di cambiarcele. Meglio restare con un ideale forte all’interno e coltivare con pazienza una speranza piuttosto che vedere realizzarsi qualcosa che non si riconosce più come proprio. Cerchiamo all’esterno tutte quelle persone deluse dall’attuale modo di fare politica e tentiamo di ampliare la nostra cerchia con nuovi contributi da parte di chi condivide la nostra impostazione.

Senza avere l’assillo di conseguire a tutti costi una rappresentanza istituzionale, cominciamo a fare presenza attiva fra la gente, denunciando problemi della vita di ogni giorno e impegnandoci anche in prima persona per cercare una soluzione.

ECONOMIA

Lo spazio riservato all’economia all’interno del dibattito politico è in continuo aumento, quasi fino a occuparlo completamente. La politica deve riappropriarsi del suo ruolo di indirizzo nell’ottica del bene della collettività, l’economia può e deve essere un argomento centrale ma non l’unico. Perché questo accada c’è il bisogno che si passi dall’attuale “società di mercato” a una più equilibrata “società con un mercato”.

L’iniziativa del singolo non deve essere annichilita da lacci e lacciuoli, tasse e balzelli vari: deve essere garantita la libertà d’impresa per coloro che col loro lavoro intendono creare possibilità occupazionali e non sfruttamento e portano un contributo di creatività e innovazione. L’imprenditoria non deve essere appannaggio di una ristretta elite che si perpetua: specialmente i giovani devono essere messi in grado di esprimere tutto il loro potenziale.

Riconosciamo il mercato e la concorrenza, parimenti auspichiamo l’intervento pubblico in tutti i casi e le situazioni in cui l’iniziativa privata non sia in grado di fornire adeguate prestazioni di interesse generale poiché riteniamo l’iniziativa privata non possa svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.

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