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18 giugno 2011

Il Camice non conosce crisi

I laureati nelle professioni sanitarie hanno più possibilità d’inserimento nel mondo del lavoro rispetto ad un insegnante.

Questo è quanto risulta dalla ricerca condotta da Angelo Mastrillo, esperto dell’Osservatorio delle professioni sanitarie del ministero dell’Università e segretario della Conferenza dei corsi di laurea delle professioni sanitarie che spiega, avvalendosi dell’incrocio dei dati di Almalaurea e del Consorzio Cilea Stella, come le professioni sanitarie si posizionano al primo posto sto sia per l’aspetto occupazionale che per quello retributivo.

Ma è doveroso fare una distinzione, infatti tra le 22 professioni sanitarie esistenti, tra coloro che ad un anno dalla laurea riescono a trovare occupazione, si posizionano al 1° posto con il 93% gli infermieri, seguono i fisioterapisti (91%), i logopedisti (88%),gli igienisti dentali (87%), i tecnici di radiologia (86%), i tecnici di audioprotesisti e gli educatori professionali (85%), gli infermieri pediatrici(82%), i terapisti neurologici dell’età evolutiva(80%), i tecnici ortopedici(78%), i podologi (76%), i terapisti occupazionali(75%), i tecnici audiometristi(70%), i tecnici di riabilitazione psichiatrica è gli assistenti sanitari (67%)i tecnici di prevenzione al lavoro e gli ortottisti(66%), i dietisti(63%), i tecnici di neuro fisiopatologia (62%), i tecnici di laboratorio (60%), gli ostetrici (57%) mentre chiudono i tecnici di fisiopatia cardiocircolatoria con “solo” un tasso di occupazione pari al 56%.

Ciò fa in modo che a differenza delle altre facoltà dove gli studenti sono “costretti” a proseguire gli studi iscrivendosi alla specialistica molti, se non la maggior parte, di coloro che hanno conseguito una laurea in professioni sanitarie non continuano se non il 3.2% dei laureati.

Infatti facendo un’ulteriore analisi in merito alla percentuale di occupazione delle altre facoltà troviamo che la percentuale dell’ultima classificata nelle professioni sanitarie (tecnico di fisiopatia cardiocircolatoria) con il 56% supera comunque la seconda classificata nella classifica generale delle facoltà che ha un tasso di occupazione pari al 43.2%. Maglia nera di questa classifica tra facoltà se l’aggiudica la facoltà di Psicologia con un tasso di occupazione che si ferma al 9.3%.

Dora Della Sala

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