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29 giugno 2011

Master: grimaldello efficace per aprire le porte del nostro futuro?

Abbiamo appena conseguito la nostra ambita laurea e, così pieni di energie, siamo pronti a catapultarci nel mondo del lavoro ma… ahinoi… ci scontriamo con la dura realtà e ci accorgiamo che attualmente il rapporto domanda/offerta di lavoro non è così favorevole.

Ed allora ecco la fatidica domanda: “Investire o no in un corso post laurea”? E soprattutto, in caso di risposta affermativa, “quale scegliere e a quale Ente affidarsi”?

Vorrei potervi fornire una risposta certa a queste due semplici domande, ma purtroppo non è così immediata. Spesso la risposta sta già nella necessità che ci spinge a formulare la domanda; infatti due possono essere le alternative: perché si ritiene il corso post laurea un’ulteriore opportunità di accrescere le nostre competenze oppure perché si ritiene che esso sia una richiesta sempre più pressante del mercato del lavoro.

In effetti, oggi sempre più aziende ricercano profili di laureati provvisti di specializzazione, e pertanto un diploma di master diviene quasi un requisito fondamentale.
Negli ultimi anni, Università pubbliche e scuole private hanno ampliato la propria offerta nel settore dell’alta formazione, segno quindi che in molti casi il possesso di un diploma di laurea non è sufficiente a garantire l’accesso al mondo del lavoro.

Nello scenario italiano del postlaurea, in seguito alla riforma universitaria, sono stati istituiti i Master Universitari di 1° livello (ai quali possono accedere i laureati che hanno conseguito una laurea triennale), i Master Universitari di 2° livello, i corsi di specializzazione, i corsi di perfezionamento e i dottorati di ricerca (ai quali possono accedere invece tutti coloro che hanno conseguito una laurea del vecchio ordinamento o una laurea specialistica).

Il Master Universitario si distingue rispetto agli altri corsi post-laurea per la durata di almeno un anno, per l’attribuzione di almeno 60 crediti formativi universitari, ed il suo obiettivo è quello di fornire al laureato un curriculum formativo appetibile per le aziende.
Esistono oggi una infinità di Master Universitari, cioè organizzati da atenei pubblici, e Master non universitari, ossia organizzati da enti o aziende private.

Sin dalla loro istituzione i master universitari hanno riscontrato un andamento delle iscrizioni via via crescente, passando da 3.369 iscritti nel 2001/02 a 35.762 iscritti nel 2009/10 per i Master di I livello, mentre per i Master di II Livello si passa da 2.324 iscritti nel 2001/02 a 15.448 nel 2009/10.
In contemporanea, invece, i corsi di perfezionamento hanno subito una graduale diminuzione di iscritti, che si sono visti sottrarre proprio con l’instaurazione dei master.
La motivazione è ben palese, se si pensa che, generalmente, un buon Master post laurea è strutturato come un percorso di avvicinamento al mondo del lavoro, introduce direttamente lo studente in azienda attraverso un periodo di stage, indispensabile per il conseguimento del titolo, e vanta un certo numero di aziende partner, presso cui lo studente può scegliere di effettuare il suddetto periodo di stage.

In ambito universitario, stando alle statistiche del MIUR, si è passati da un totale di 238 corsi di Master di I e II livello istituiti nell’aa 2001/2002 a ben 1532 corsi di Master di I e II livello istituiti nell’aa 2009/2010: i corsi più scelti sono quelli dell’area medica (24.4%), seguiti da quelli dell’area Formazione degli insegnanti/Scienze della Formazione (16,2%), dall’area Umanistica (12,2%) con particolare riguardo all’ambito delle Risorse Umane, dall’area Giuridica (9,8%), e dall’area economica (8,1%) con particolare riguardo all’ambito di Marketing e Management. Altro dato di fondamentale interesse è che la popolazione degli iscritti è per lo più rappresentata da donne, con una media percentuale del 62% rispetto alla totalità degli studenti.

Per i master non universitari, invece, non esiste un vero e proprio censimento, né un organo di controllo che ne garantisca la qualità, inoltre la scelta è davvero ampia; ne esistono quasi per ogni ambito professionale, e i più gettonati sono quelli a indirizzo economico e manageriale, seguiti da quelli rivolti al settore della comunicazione e delle risorse umane.

A questo punto, veniamo alla seconda domanda “quale scegliere e a quale Ente affidarsi?”.
Innanzitutto occorre dire che i Master, universitari e non, sono servizi che si pagano anche diverse migliaia di euro e soprattutto generano profitto, per cui occorre ben documentarsi sulla tipologia di corsi offerti e sull’Ente che lo propone. Esistono purtroppo in giro tantissimi piccoli corsi denominati “Master” di dubbia utilità.

Questo non significa che un Master Universitario sia più accreditato di un Master privato, anzi esistono esempi che dimostrano anche il contrario. Per questo, nella scelta, è sicuramente utile tener conto innanzitutto della percentuale di placement che il Master ha garantito negli anni precedenti, magari richiedendoli direttamente alle segreterie dei Master, importante è anche il prestigio della scuola, soprattutto se ci si orienta verso un ente privato, ma non meno utile è informarsi sulle aziende partner, sul numero dei cicli del Master, sugli argomenti trattati e perché no, anche sui docenti che tengono i corsi.

Insomma per piacere o per necessità scegliere un Master non è certo facile, ma comunque una grande opportunità. Ragazzi, armandovi quindi di tanta voglia di crescere (ma sempre con gli occhi ben aperti!), siate pronti a raccogliere un’ulteriore sfida sulla strada della vostra formazione professionale.

Marialuisa De Francesco

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