Come diventare direttore di carcere: formazione, corsi e stipendio

Daniela Saraco 30 Ottobre 2020

Ecco come diventare direttore di carcere: struttura e organizzazione dei ruoli, requisiti essenziali, titolo di studio, mansioni e stipendio di chi dirige un istituto penitenziario.

Negli ultimi anni, per i tanti eventi di cronaca e per il dilagarsi di alcune serie TV Netflix ambientate proprio tra le mura delle celle, l’attenzione dell’opinione pubblica si è spesso rivolta verso il mondo del carcere. La domanda più frequente è chi dirige un carcere? In che modo? Anche gli istituti penitenziari hanno una organizzazione piramidale con varie figure professionali con al vertice un dirigente. Se vuoi sapere come diventare direttore di carcere, leggi la nostra guida pratica.

Il personale dell’Amministrazione penitenziaria fa riferimento a due comparti dello Stato: per quello amministrativo e tecnico è il Comparto Ministeri, mentre il Corpo di Polizia Penitenziaria è incluso nel Comparto della Sicurezza.

Dal 1957, il personale civile era stato diviso in fasce di carriera, ovvero  ausiliaria, esecutiva, di concetto e direttiva. Si accedeva ad una delle classi a seconda del titolo di studio posseduto. Nel 1980, con la legge 312, è stata introdotta la qualifica funzionale attraverso nove livelli. Nel 2001, il personale impiegato nei carceri è stato suddiviso  in tre aree (A, B, C), con diverse posizioni economiche.

Per sapere come diventare direttore di carcere, è importante ricordare la legge n. 395/90, che contiene la ristrutturazione dell’Amministrazione secondo il modello dipartimentale. Dunque è delineato un quadro organizzativo che ha impostato l’accesso dei funzionari alla qualifica dirigenziale. I dirigenti penitenziari sono attualmente inquadrati sui tre livelli dell’area C. Svolgono  le funzioni di capi  di istituto. Oggi, per diventare direttore penitenziario, è necessario superare un concorso. Questo  prevede  prove scritte  e orali.  Ci sono, inoltre, specifici corsi di formazione di base di 6 mesi. Vediamo nel dettaglio come diventare direttore di carcere.

Come diventare direttore di carcere, diploma, laurea: formazione e percorso di studi

Per sapere come diventare direttore di carcere, è necessario superare un concorso per titoli ed esami. Le discipline da studiare non sono poche e sono molto specifiche. Prima l’accesso alla funzione di dirigente avveniva per anzianità e i contratti  erano equiparati ai commissari di polizia. Oggi, invece, è necessario possedere titoli di studio e formazione specifica. L’accesso alla carriera, infatti, avviene attraverso concorsi.

A spiegarci cime diventare direttore di carcere è Concetta Felaco, responsabile della Casa di Reclusione di Eboli:” Per l’accesso alla funzione di direttore di istituto penitenziario è indetto apposito concorso pubblico. E’ necessario il  possesso della laurea in Giurisprudenza, Economia o altre equipollenti. Il direttore di istituto ha la qualifica di dirigente penitenziario, introdotta dalla legge Meduri del 2005. Rientra nella disciplina normativa dei Dirigenti di diritto pubblico, ossia della Dirigenza disciplinata con contrattazione a parte come i magistrati, la carriera prefettizia, la carriera universitaria, il Comparto sicurezza. In mancanza di una contrattazione specifica, la disciplina giuridica ed economica del dirigente penitenziario è equiparata, per norma di legge,  a quella  dei Dirigenti della Polizia di Stato. Pertanto si segue l’applicazione per i principali istituti giuridici come i congedi ordinari, straordinari, i permessi di studio ed altro. ”

La Dirigente penitenziario spiega: “La preparazione al concorso pubblico prevede uno studio multidisciplinare, che rispecchia le complessità dei compiti istituzionali del direttore. Sono, quindi, necessarie  conoscenze tecnico giuridiche.”

Cosa fanno o direttori di carcere e quanto guadagna

Dopo aver chiarito come diventare direttore di carcere, proviamo a spiegare quali sono le sue mansioni e il suo stipendio. Un direttore penitenziario disciplina le attività del personale, dirige i gruppi di osservazione e decide l’eventuale ammissione al lavoro esterno dei detenuti. Cura inoltre i collegamenti con la magistratura, in particolare con quella di sorveglianza. E’ responsabile della gestione amministrativa e contabile dei fondi assegnati. 

La dottoressa Felaco racconta:” Il Direttore è il Datore di lavoro delegato, e quindi assoggettato alla piena osservanza delle norme previste in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. La violazione delle quali può esporlo a responsabilità non sono di natura civile e patrimoniale ma anche di natura penale. Il Direttore gestisce tutto il personale che a vario titolo accede in istituto per scopi istituzionali o connessi alle esigenze di funzionamento della struttura. Si fa presente che a seguito del passaggio della Sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale, il servizio sanitario e parasanitario assicurato nell’ambito delle strutture penitenziarie fa capo direttamente ad un altro datore di lavoro. Resta beninteso una importante funzione di coordinamento anche di tale settore, in stretta collaborazione con i referenti dell’ASL per assicurare la tutela della salute dei detenuti.”

La direttrice di carcere conclude: “Le competenze del Direttore non si circoscrivono a quelle che richiedono esclusivamente competenze tecnico-giuridiche. Per poter passare dal saper al saper fare, sono richieste, infatti, abilità relazionali e soprattutto capacità di mediazione nella gestione dei conflitti.”

Si tratta di un ruolo molto importante, come per tutti gli altri dirigenti della Pubblica Amministrazione. Lo stipendio varia dai 39.587€ ai 58.589€ lordi annui. A questo si  aggiungono le varie indennità e la tredicesima.

Corsi per diventare direttore di carcere: quali sono e quali fare

Esistono  specifici corsi di formazione per svolgere questa professione. Tutti i percorsi si svolgono parte in aula e in  parte sul posto di lavoro. Gli ultimi corsi di riqualificazione si sono svolti in comune tra le varie figure di un carcere. Essi hanno incluso, fra le materie di insegnamento, la legislazione sul lavoro pubblico, la normativa sulla sicurezza, le leggi Bassanini e la legge sulla semplificazione amministrativa. Inoltre il personale amministrativo deve essere aggiornato  sulla giustizia minorile.

Un direttore penitenziario deve possedere e sviluppare doti di project management e di problem solving. Le attività formative e di aggiornamento del direttore dell’istituto penitenziario  sono principalmente rivolte a questi aspetti, anche sulla base del confronto tra le diverse esperienze penitenziarie e per il tramite di lavori di gruppo. I docenti solitamente sono funzionari di varie amministrazioni, come docenti universitari, magistrati, medici.

Per lavorare in un istituto di rieducazione, o in altri luoghi dove i detenuti scontano le proprie pene, è necessario il controllo dei precedenti penali. Dal momento che dovrà aiutare i detenuti a diventare dei cittadini migliori, è necessario che sia  il primo a rispettare la legge!

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto