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5 giugno 2011

Padova: studentessa intossicata da bottiglietta killer

Scoperta la presenza di un foro in prossimità del tappo. Torna l’incubo Acquabomber.Protagonista della vicenda Serena Basso, 20 anni, una studentessa dell’Università degli Studi di Padova.
Lo scorso Martedì, all’interno del dipartimento di Sociologia dell’università, si era fermata ad un distributore automatico per acquistare una bottiglietta d’acqua minerale, che avrebbe consumato soltanto pochi giorni dopo nella sua abitazione di Caldogno, in provincia di Vicenza.

Già dal primo sorso la ragazza ha iniziato ad avvertire un sapore strano, bruciore alla gola ed un odore inconsueto di candeggina, come racconta il padre Lorenzo.
Serena, per sicurezza, è stata immediatamente trasportata al pronto soccorso dell’Ospedale S.Bortolo. I medici hanno accertato un’infiammazione alla faringe, dovuta all’intossicazione causata da varechina. La bottiglietta non presentava segni evidenti, a parte un minuscolo forellino vicino al tappo. Tuttavia, è stata inviata ad esperti affinchè venga effettuata un’analisi più approfondita.

La vicenda ha suscitato immediatamente preoccupazione, perché simile al fenomeno “Acquabomber”, che fra il 2003 e il 2004 ha seminato panico in molte province italiane. Si tratta del terrorista della minerale che bucava con un ago sottilissimo le bottiglie d’acqua e le confezioni di latte in vendita nei supermercati, iniettando candeggina, varechina o altre sostanze tossiche. Al tempo, vennero eseguiti una serie di controlli nei magazzini all’ingrosso, nei centri di distribuzione e nei supermercati per trovare il colpevole di queste azioni, ma tutto fu vano. L’acquabomber non è mai stato trovato.

Che ci sia dietro il terrorista dell’acqua anche in questo episodio? E’ ancora presto per stabilirlo. Alcuni sostengono che si tratta della prima folata di un ciclone, mentre altri lo considerano un caso isolato. Altri ancora ipotizzano che si sia trattato di uno scherzo di cattivo gusto di qualche collega invidioso.
Quel che è certo, è che al momento la polizia sta effettuando severi controlli sui distributori automatici dell’Università di Padova, nella speranza di riuscire a trovare un indizio chiave per la soluzione della vicenda.

Serena, da parte sua, preferisce non esprimersi a riguardo. I genitori hanno comunicato che le condizioni della ragazza sono abbastanza buone, dal momento che, fortunatamente, non aveva ingerito del tutto quel sorso d’acqua.

Claudia Fazio

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