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18 giugno 2011

Russia: rettore islamico assassinato nel Dagestan

Maksud I. Sadikov, rettore di un ateneo islamico della regione russa meridionale del Dagestan, è stato assassinato insieme alla guardia del corpo martedi 7 giugno nella sua auto nella città di Makhachkala. Maksud I. Sadikov, rettore di un ateneo islamico della regione russa meridionale del Dagestan, è stato assassinato insieme alla guardia del corpo martedi 7 giugno nella sua auto nella città di Makhachkala.

Musulmano di orientamento sufi (la tradizione mistica dell’Islam), Sadilkov propugnava un’educazione moderata e aveva ottenuto il sostegno finanziario di Medvedev ad un programma di introduzione del sufismo nelle scuole della regione.

Il programma dello Stato russo mirava direttamente a contrastare il terrorismo sostenendo questa forma di Islam pacifico e tollerante.

Sadikov sosteneva che una formazione islamica maggiormente moderata avrebbe aiutato gli studenti a resistere alle forme dell’estremismo fondamentalista, incarnate dagli attacchi suicidi che tuttora scuotono il Medio Oriente.

Il sufismo come rimedio all’estremismo islamico sembrava agli occhi di molti, compresi il presidente russo, una soluzione raggiungibile.

Prima del crollo dell’Unione Sovietica l’orientamento sufi era molto diffuso nel Caucaso del Nord, con la riapertura delle frontiere e l’arrivo dei predicatori dal Medio Oriente ha gradualmente ceduto il posto all’Islam sunnita.

Secondo Sadikov nessuno sufi aveva mai commesso un attentato suicida in Russia.

Gli sforzi personali e l’appoggio economico del governo lo avevo messo in contrasto con i militanti della guerriglia islamica russa che iniziò nel 1990 in Cecenia e che si è espansa fino alla regione del Daghestan.

L’obiettivo del suo progetto universitario era quello di educare anche i futuri insegnanti delle scuole elementari, di modo da riformare e reintrodurre l’orientamento sufi sin dalla più tenera età.

La strategia del coraggioso rettore era quella di impedire che gli aspetti più radicali e violenti del fondamentalismo islamico attecchissero nei giovani.

L’atteggiamento di Sadikov era simile a quello degli U.S.A. in Iraq, proprio gli Stati Uniti infatti tentarono l’introduzione di imam “moderati” nelle prigioni dove erano detenuti i ribelli.

Negli ultimi dieci anni i militanti coinvolti nel conflitto hanno inviato decine e decine di uomini bomba in molte città russe e soltanto negli ultimi 18 mesi 76 persone sono morte in attentati alla metro e all’aereporto di Mosca.

Claudio Capanni

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