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22 giugno 2011

Unipd: E al Ruzante Nicoletta Maragno recita per Elena Cornaro Piscopia

Sabato 25 giugno alle 20.45 al Teatro Ruzante di Padova Nicoletta Maragno, accompagnata dal canto popolare della Piccola Bottega Baltazar, metterà in scena “Il provino per 333. Ovvero: quando una donna crede di sapere”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Lo spettacolo è un monologo divertente e grottesto in cui la Maragno interpreta un’attricetta da quattro soldi che, per far carriera, sceglie di concedersi a produttori e registi senza rendersi mai conto dello svilimento intellettuale e morale a cui si abbassa.

La pièce teatrale apre i festeggiamenti di “333 il valore dello studio per una donna”. Con la campagna “333” si stanno raccolgliendo testimonianze radiofoniche e sul web per ribadire che la realizzazione di una donna ha basi più solide del successo fittizio dato dalla sovraesposizione mediatica. Queste basi sono lo studio, la ricerca intellettuale, la consapevolezza di sé. La campagna partita dal sito http://333.radiobue.it, grazie anche all’ausilio di una segreteria telefonica (049 8271916), sta registrando le voci di tutti, donne e uomini, che così possono lasciare una “traccia” in forma di fotografia, scritto o messaggio vocale.

Il nome “333” deriva dal fatto che il 2011 sarà l’anno del 333esimo anniversario di laurea di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo precisamente il 25 giugno del 1678 a Padova in Filosofia. La campagna durerà un anno intero.

Lo spettacolo “IL PROVINOOvvero: quando una donna crede di sapere è una pièce tetrale proposta ad hoc per Radio Bue di Nicoletta Maragno con la partecipazione della Piccola Bottega Baltazar

La trama Una rampante ragazza che tenta di farsi strada nel luccicante mondo dello spettacolo, racconta di come è riuscita a superare attraverso la sua presunta preparazione e professionalità, un provino per una parte che si rivelerà di scarsissimo e dubbio spessore. Tra registi di serie B e maestranze arroganti, che la manipolano e la bistrattano,
Ma lei è assolutamente convinta di avere il pieno controllo di sé e della situazione, con incrollabile e ostinata autostima e una percezione di sé totalmente falsata.
Impegnata ad alimentare la sua immagine, non si accorge degli attacchi e delle umiliazioni. Totalmente scollegata dal suo sentire, scambia la sua arroganza per competenza, le umiliazioni per padronanza di sè: preoccupata di come appare e non di ciò che sente. Specchio di una società mai così narcisista, mai così poco attenta a ciò che è importante sul serio.

Nicoletta Maragno Nasce a Padova. Diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro diretta da Giorgio Strehler (1990). Ha lavorato al fianco di Giorgio Strehler per più di un decennio come attrice in numerosi spettacoli da lui diretti a livello nazionale e internazionale presso il Piccolo Teatro di Milano (Arlecchino servitore di due padroni, Il Campiello, Faust, Madre Coraggio di Sarajevo…), e ha preso parte a molte produzioni di altre compagnie nazionali teatrali a fianco di registi e attori come Maurizio Scaparro, Giorgio Albertazzi, Egisto Marcucci, Valeria Moriconi, Carlo Giuffrè, Pino Micol, Roberto Citran, Giancarlo Previati e altri. Occasionalmente si è cimentata nel cinema nei film Cosa voglio di più (2009) di S. Soldini Giorni e nuvole (2007) di S. Soldini La giusta distanza (2007) di C. Mazzacurati Agata e la tempesta (2003), Le acrobate (1997) di S. Soldini e altri.

Oltre a un’intensa attività didattica nell’ambito della formazione teatrale e da alcuni anni anche della formazione in contesti didattico/educativi e professionali sui temi della comunicazione espressiva e del training teatrale e vocale continua la sua professione di attrice, continuando a collaborare con il Piccolo Teatro di Milano e, tra le altre, nella Compagnia Gruppodacapo, di cui è stata tra i fondatori della, con la quale ha debuttato alla biennale Teatro di Venezia 2006 con La Buona madre di C. Goldoni candidato al premio ETI (gli Olimpici del Teatro 2007) nella categoria “Teatro d’innovazione”.

Per tre anni ha partecipato alle produzione teatrali di Teatri S.p.a e Teatro Stabile del Veneto nel progetto di recupero e della riscoperta di testi in lingua veneta (Quando al paese Mezzogiorno Sona – la Base de tuto , Tramonto)

E’ autrice di numerosi lavori di drammaturgia su testi, che danno vita a recital, letture sceniche e reading. In particolare collabora frequentemente con l’Università di Padova e partecipa da quattro anni al Festival della letteratura di Mantova con Atonia Arslan (scrittrice, autrice de: “La Masseria delle Allodole”) con un progetto sulla letteratura femminile sommersa dei primi del novecento.

Ha iniziato a collaborare con l’Università di Padova e con il Comitato Pari Opportunità del Comune di Padova attraverso lavori e recital teatrali su temi di interesse sociale legati alle politiche di genere e alle pari opportunità, compresi i progetti che hanno poi dato vita al suo recente spettacolo sulla maternità dal titolo “M’ama?” attualmente in circuito e al suo nuovo lavoro sulla violenza contro le donne, frutto di studi successivi svolti per l’Università e dal titolo definitivo “Malamorenò” premiato il 26 marzo 2011 da un prestigioso riconoscimento da parte del Comune di Padova, attraverso la consegna ufficiale dei sigilli della Città fa parte del forum dell’Università di Padova sulle politiche di genere

Riceve la menzione speciale come attrice al Premio Montegrotto per il Teatro (1990) e tre premi come miglior attrice protagonista ai Festival del Cinema Giovane di Fano e di Messina (1996) e alla rassegna “Donne in corto” (presidente M.Monicelli) (1997).

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