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10 luglio 2011

Criminalità, la classifica degli città universitarie più sicure

La Complete University Guide, pubblicazione allegata al giornale inglese The Indipendent, ha stilato una lista delle migliori e peggiori città che, per forma di criminalità, influenzano la vita degli studenti universitari britannici.

La lista è stata comporsta sulla base dei dati della polizia ed offre una chiara visione del tasso di criminalità di 25 città con uno o più atenei e le loro ripercussioni sulla vita studentesca.

Canterbury, seguita da Bath e Lancaster, è la città con il più basso tasso di criminalità, Nottingham, a cui seguono Manchester e Bristol è invece la peggiore città inglese.

Delle quattro città scozzesi prese in analisi Aberdeen è al primo posto mentre Glasgow offre il peggio della criminalità indirizzata verso gli studenti.

La guida ha selezionato fra i crimini maggiormente dannosi per gli studenti il furto con scasso, la rapina e l’aggressione fisica. La classifica dunque è basata sul tasso cumulativo di tutti e tre i delitti, il cui peso contribuisce a determinare la posizione delle città.

Bernard Kingston, fondatore della Complete University Guide, ha detto: “Mentre la qualità delle lezioni e le prospettive per l’occupazione dopo la laurea sono elementi chiave nella scelta di un corso universitario, è importante non trascurare altri aspetti dell’ambiente in cui lo studente dovrà vivere per tre o più anni“.

Dominic Scott, direttore generale del Consiglio britannico per gli Affari Internazionali degli Studenti, commentando i risultati ha affermato “Le università ed i college hanno bisogno, come si può vedere dalla dolorosa esperienza australiana, di investire in un’attività di attento orientamento, briefing e collegamenti della polizia locale con i gruppi delle comunità studentesche.

Il Regno Unito tuttavia rimane uno dei luoghi più sicuri per gli studenti universitari provenienti dall’estero.

La Complete University Guide dal 2007, anno della sua fondazione, ha assunto un peso sempre maggiore nell’influenzare le scelte di studio del milione di giovani che ogni anno sceglono gli atenei inglesi.

Le sue pubblicazioni annuali vengono dunque tenute in ampia considerazione dalle comunità universitarie e dallo stesso ministero della pubblica istruzione inglese che infatti ha già affermato di voler approfondire i controlli per quanto riguarda le città in testa alla lista nera.

Claudio Capanni

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