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8 luglio 2011

Social network Google+: un progetto pensato soprattutto per gli studenti universitari

L’utente assume l’aspetto di un nodo nella rete, un vero e proprio punto nella ragnatela costellata da tanti utenti/nodi tra loro interconnessi e tutti potenzialmente interconnettibili.

Questa l’immagine che suscita il concetto di rete sociale.Il termine Social network indica, infatti, un insieme di individui che sono collegati tra loro da una relazione che può assumere differenti forme: familiare,amichevole,amorosa,professionale e,attraverso la quale condividere interessi idee e conoscenze.

Ha un’architettura reticolare costituita da un’insieme di nodi tra loro interconnessi in una rete di rimandi in cui le relazioni prescindono dalla precisa localizzazione di siti e indirizzi web e si sovrappongono attraverso un accesso ai diversi punti all’interno di una rete di comunicazione,di informazione,gioco e divertimento.

La rete consente agli utenti di definire uno spazio tutto proprio all’interno del Web attraverso cui affermare una specifica identità.
Si consolida online un piu’ forte individualismo ma al tempo stesso la riscoperta di una comunità non piu’ circoscritta e talvolta elitaria ma fondata sull’apertura, sulla reticolarità e sulla condivisione, sia individuale che di gruppo.

Classmates: questo è il nome del primo social network nato negli Stati uniti nel 1995. Comunque il fenomeno del social è esploso in America nel 2003 sviluppandosi attorno i temi di ambito professionale e relazioni/amicizia/amore (friendster, tribe e linkedIn)

Nel 2004 il colosso dell’ICT(Information and communication technology) ha lanciato il suo Social, Orkut, il quale ormai sopravvive quasi soltanto in Brasile e in India; in Italia nel 2005 scende in campo il primo creato da Supereva fino ad arrivare ai giorni nostri con Facebook di Mark Zuckerberg e My space di Tom Anderson e Chris Wolf.

Arriva adesso Google+, il social network anti-Facebook, habitat virtuale nel quale le persone online trascorrono gran parte del loro tempo. Addirittura sono state previste per la prossima estate,installazioni di dispositivi wi-fi direttamente negli arenili dei principali stabilimenti balneari!

Mentre con Facebook talvolta si è limitati nella condivisione dei messaggi perché tanti sono in ascolto oltre al fatto che costituisce spesso un mero accumulo di persone prive magari di una concreta importanza nella vita reale, con il social network Google+, invece, gli utenti possono costruire cerchie sociali in modo che gruppi di persone possono condividere i loro interessi.

Chi entra in questo social network, infatti, a differenza di Facebook, twitter e Skype, può parlare con gli amici attraverso una piattaforma per videochiamate, “Hangouts”: gli utenti vedono i loro contatti sullo schermo e discutono con cuffia e microfono.
E’ prevista anche una lente di ingrandimento, “Sparks”, per esplorare il web e trovare informazioni sui loro interessi disseminate in siti online, blog, forum.

La condivisione può riguardare creazioni di manuali, software o pubblicazioni che racchiudono esperienze, e consentono di trasferirle ad un numero più ampio di individui.

Questi ultimo possono descrivere problemi che hanno già affrontato in modo efficace,ad esempio un esame, nel caso degli studenti universitari: questi ultimi sono coloro che potrebbero trarre vantaggi maggiori da questo ultimo nuovo social network.

Dunque,l’attenzione ai propri legami è spesso dimenticata oramai dalla gran parte di una società composta di giovani che trascorrono il loro tempo libero ad inviare e ricevere messaggi da “amici”, che spesso altro non sono che un nome scritto sul display in una massa di contatti superflui.

Questo nuovo progetto ha il vantaggio quantomeno di ricostruire attorno a un utente connessioni e informazioni significative,e nel caso degli studenti“ricostruire” il modo di interrogare di gruppi di docenti e relativi assistenti.

L’utilizzo da parte degli studenti universitari di Google+, dunque, risulterà utile per la condivisione del materiale didattico ad esempio Faq inerenti un corso di studi, condivisione di appunti, riassunti per rendere magari più semplice l’attività estenuante dello studio. E probabilmente diventerà propedeutico al prosieguo della carriera universitaria.


Roberta Nardi

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