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16 luglio 2011

Unical, “ A scuola di antimafia – il Riutilizzo sociale dei beni confiscati”

“ A scuola di antimafia- il Riutilizzo sociale dei beni confiscati” è il titolo del corso, che è stato presentato all’ Università della Calabria e promosso dalla scuola superiore di scienze dell’ Amministrazioni pubbliche, dalla facoltà di Scienze politica ( Ossidiana-Osservatorio sui processi Culturali e la Vita Quotidiana) e dall’ associazione “Libera”.

Questo corso, che si svolgerà in collaborazione con la Magistratura Democratica, il centro servizi per il volontariato di Cosenza e l’ Agenzia nazionale per i beni confiscati, inizierà il 30 settembre e terminerà il 12 novembre ed sarà incentrato sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie e dà quelle conoscenze utili che possono rinsaldare le prospettive dell’ antimafia sociale con lo scopo di sviluppare proposte concrete.

< Il corso si pone di centrare due importanti obbiettivi> ha spiegato il Direttore superiore di Scienze dell’ Amministrazione, prof. Silvio Gambino – che certamente può consentire un riscatto delle popolazioni locali dal giogo della criminalità organizzata. Inoltre la valenza di questo corso sta anche nella capacità di scaturire da una fitta e produttiva rete di relazioni tra soggetti istituzionali, accademici e del mondo del volontariato che diventa garanzia della buona riuscita dell’iniziatica. Questa rete e l’importanza sociale del Corso hanno permesso che le docenze, tutte estremamente qualificate, siano gratuite, così come è estremamente bassa la quota d’iscrizione>.

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< Il corso è articolato in tre moduli” –dice il Direttore Scientifico del corso, prof. Ercole Giamparini- < il primo analizza il fenomeno mafioso, il secondo la legislazione antimafia e il terzo offre un momento laboratoriale che è una vera innovazione per i corsi di questo tipo. Con quest’ ultimo modulo – continua ancora il professore- vogliamo fornire strumenti concreti di conoscenza>.

Altri interventi di notevole importanza sono stati quelli di Maria Annunziata Longo del Centro Servizi per il Volontariato di Cosenza e di Maria Annunziata Garofano dell’ associazione “Libera” che hanno parlato di quanto il mondo del volontariato stia facendo per ridurre questo sconvolgente fenomeno.

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