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8 luglio 2011

UNISA vittima degli hacker: colpiti i dati dei laureati. “Meno grave?”

UNISA vittima degli hacker: colpiti i dati dei laureati. “Meno grave?”Anche l’Università degli studi di Salerno finisce nella “morsa” degli hacker che, nella notte tra martedì e mercoledì, hanno violato i portali delle università italiane rendendo di pubblico dominio login, password, mail, numeri di telefono e codici fiscali di corpo docente e studente.
Sembrerebbe però che l’attacco in realtà sia stato sventato prontamente.

Ieri stesso, giorno in cui la notizia ha fatto velocemente il giro dello stivale, l’ateneo campano attraverso un comunicato stampa, infatti, ha voluto immediatamente tranquillizzare studenti e docenti comunicando che non c’è stata nessuna reale e concreta intrusione nei loro dati sensibili e neanche del personale tecnico amministrativo. Tecnici ed esperti informatici specificano, inoltre, che in realtà i dati che gli hacker hanno reso pubblici sono informazioni alquanto generiche e che fanno riferimento a un sistema periferico gestito localmente contenente solo dati anagrafici afferenti a studenti già laureati presso il campus di Salerno, aventi carriere ormai non più modificabili.

Dunque sono salvi i sistemi informativi e i database centrali dell’Università degli Studi di Salerno e nessuna informazione riservata degli studenti in corso è stata diffusa sul web. Insomma pare che gli studenti del campus possano ritenersi “indenni” rispetto a questo attacco di pirateria piuttosto inedito!

Ma che dire, però, delle stesse persone che, seppur laureati, hanno comunque visto violati i loro dati inseriti nel portale UNISA? Sicuramente dati non modificabili, carriere ormai pregresse dalle informazioni immodificabili… ma è da reputarsi meno grave?

Credo proprio di no e sembra che il mio pensiero sia generalmente condiviso. Infatti, non pochi i laureati che ieri si sono sentiti prima minacciati e poi violati nella loro privacy. A stanotte, già tre le persone, laureate presso l’Università di Salerno, che hanno dichiarato ufficialmente di essere prontamente corsi ai ripari per tutelarsi rivolgendosi alle autorità garanti competenti.
Rimane ancora da capire cosa accadrà nelle altre 18 università italiane colpite dallo stesso attacco con livelli vari di gravità in termini di violazione e diffusione dei dati.

Ricordiamo che sono stati violati i database, oltre che di UNISA, anche di: Siena (unisi.it), la Sapienza (uniroma1.it), Antonianum (anotonianum.eu), Economia a Cagliari (econoca.it), Bari (uniba.it), Bocconi (unibocconi.it), Foggia (unifg.it), Messina (unime.it), Milano Bicocca (unimib.it), Urbino (uniurb.it), Bologna (unibo.it), Pavia (unipv.it), Seconda università di Napoli (unina2.it), Lecce (unile.it), Milano (polimi.it), Torino (unito.it), Modena e Reggio-Emilia (il file riporta unimo.it).

Nel frattempo continuano scambi, dibattiti e confronti su forum e blog tra gli studenti dell’Università degli studi di Salerno che sembrerebbe avere un sistema informatico per l’accesso alle aree private con password in chiaro e proprio ciò avrebbe agevolato il recupero dei dati sensibili dei laureati.

Pasqualina Scalea

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