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1 luglio 2011

Università di Catania, omicidio colposo per il pm

Il Gip di Catania ha chiesto di rinviare a giudizio l’ex Rettore dell’Università di Catania, per il disastro ambientale e i morti di cancro all’ateneo durante il periodo che va dal 2000 al 2007.

Sotto inchiesta i laboratori di analisi della facoltà di farmacia, in cui le sostanze tossiche venivano smaltite con non curanza e senza rispettare le norme vigenti sui materiali tossici e mortali per l’uomo.

Gli ammalati di tumore sono tanti, da ricercatori a insegnanti, da studenti ad addetti di laboratorio. 8 i morti di cancro. In tanti anni i gas venivano inalati dagli addetti e venivano liberati in stanze senza finestre, i materiali tossici smaltiti nei lavandini come se fossero normali liquidi.

Nel 2008 la Procura della Repubblica ha posto sotto sequestro i locali cancerogeni, dopo la scoperta dei diari del dottorando Emanuele Patanè morto nel 2003 in cui ha raccontato come venivano tenuti i laboratori farmaceutici e le condizioni in cui tutti lavoravano, senza precauzione e non rispettando nessuna norma anti cancerogena.

I pm di Catania hanno chiesto così il rinvio a giudizio con l’accusa di disastro ambientale dell’ex rettore Ferdinando Latteri, tra l’altro deputato dell’Mpa, e di buona parte di alcuni ex vertici dell’ateneo catanese i quali non hanno vigilato i locali dei laboratori di farmacia, accusati di omissione di tutela delle condizioni di lavoro degli addetti, degli ambienti universitari e per non aver rispettato le norme di sicurezza.

Chiesto l’incidente probatorio dal pm Lucio Setola. Oggi, primo Luglio, i familiari delle vittime in conferenza stampa con l’avvocato Santi Terranova hanno cercato di far luce su quanto accaduto e su come sia stata possibile effettuare questa strage farmaceutica nel completo silenzio dell’Ateneo.

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