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4 agosto 2011

Studenti evasori milionari che vivono in alloggi universitari: un fenomeno in crescita

Vivono in alloggi universitari, godono di benefici di ogni sorta, usufruiscono di borse di studio nonostante siano benestanti e con redditi decisamente al di sopra della media.

Sono figli di imprenditori e professionisti eppure sulla carta risultano indigenti. Costoro ricorrono alla truffa e diventano dei piccoli evasori fiscali in erba pronti a seguire le orme dei genitori.

Questa la realtà che emerge spulciando le dichiarazioni dei redditi di molti studenti. Il fenomeno, è emerso grazie a una indagine condotta dalla Guardia di Finanza su oltre cento dichiarazioni Isee, dalla quale è risultato che oltre metà delle posizioni esaminate risultano irregolari.

La punta dell’iceberg di un fenomeno in rapida espansione.

Tra i casi più eclatanti, quello di una studentessa fiorentina che usufruiva di agevolazioni e abitava nella casa dello studente, nonostante fosse proprietaria di un patrimonio immobiliare non dichiarato di oltre 180 mila euro al quale, si devono sommare i redditi delle due nonne e del padre.

Sono stati riscontrati imbrogli anche per quanto concerne gli assegni di maternità, le agevolazioni per le mese scolastiche e universitarie, i canoni di locazione e le esenzioni per i ticket sanitari; ad esempio un imprenditore edile del Mugello ha chiesto agevolazioni nonostante il suoi reddito fosse di oltre 30 mila euro.

IL meccanismo della truffa si basa dunque su dichiarazioni Isee falsate con cifre dichiarate ,nettamente inferiori a quelli effettivi.

L’Isee è lo strumento attraverso cui le università stabiliscono i parametri da applicare per l’erogazione di alloggi, assegni di mantenimento e benefici previsti per studenti meritevoli e bisognosi che non non hanno denaro sufficiente per mantenersi negli studi.

L’Isee si fonda su autocertificazioni del dichiarante e solo in un secondo momento, vengono effettuati i controlli. Spesso quindi, chi fornisce dichiarazioni mendaci la fa franca perché il giro di vite dei controlli non arriva tempestivamente e nel frattempo, gode di diritti che spetterebbero invece legittimamente ad altri.

Si generano così degli autentici casi di ingiustizia sociale.
Situazioni del genere infatti, oltre ad arrecare danno allo stato e agli atenei, suonano come un insulto nei confronti di studenti volenterosi e bisognosi che a causa di questi soggetti vengono privati di un diritto sacrosanto.

Un esempio in scala ridotta, del sistema all’italiana tramite il quale prolificano e agiscono i cosiddetti furbetti del quartiere che vivono di espedienti e truffe, considerando la realizzazione della loro vita come un continuo latrocinio ai danni del prossimo e dello stato.

Vincenzo Amone

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