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26 settembre 2011

Bloccati i rimpatri degli immigrati al porto di Palermo

Bloccati i voli per il ritorno in Tunisia e le navi in partenza dal porto di Palermo per i CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) italiani. Risultano essere oltre 600 i tunisini trattenuti all’interno delle navi “Moby Vincent” e “Audacia“, al momento ancorate presso la diga foranea del porto e sorvegliate da un impressionante numero di forze dell’ordine.

La notte tra il 24 e il 25 settembre è salpata la “Moby Fantasy” contenente circa duecento tunisini appena giunti da Lampedusa. La nave è stata indirizzata a Cagliari. Negli stessi giorni un nucleo di 150 migranti è giunto presso le sedi CIE di Roma, Bari e Pozzallo.

L’episodio, oltre a gettare una pesantissima coltre di oblio sui fatti di Lampedusa, preoccupa per la gravità delle condizioni, ormai ingestibili, in cui versano queste centinaia di individui.

Il clima che si respira presso la marina portuaria palermitana è quello disteso e disinteressato di chi sembra – far finta di non – saper nulla su questa angosciosa vicenda.

Il Forum antirazzista di Palermo i manifestanti e l’USB, hanno espresso il proprio sdegno e la profonda inquietudine per il trattamento riservato ai migranti, chiusi da giorni nei tremendi bunker galleggianti.

La circostanza in sé è una grave violazione delle leggi governative e una negazione del diritto umano alla difesa e alla libera informazione.

Durante il presidio contro la segregazione e la deportazione forzata dei migranti tunisini, i manifestanti hanno chiesto, a gran voce, il rilascio immediato dei cittadini trattenuti a bordo delle navi, il loro trasferimento tempestivo nelle strutture adeguate alla circostanza.
Hanno inoltre preteso la fine delle procedure dei rimpatri collettivi – che violano le norme di diritto interno e internazionale – e il collocamento quanto più celere possibile di tutti i minori non accompagnati, che vivono la parte peggiore e più disumana di tutta la vicenda.

Il traffico è stato bloccato innanzi ai cancelli della Fincantieri e qualcuno tra i manifestanti ha impedito la circolazione gettando delle transenne sulle carreggiate stradali.

I vigilantes hanno impedito l’ingresso a un’unità dei vigili del fuoco, che portava un carro luce destinato all’illuminazione in prossimità della diga foranea, dove si trovano attualmente le due navi.

Alla luce di questi fatti, e visto il repentino mutare delle direttive, si attendono ulteriori sviluppi che si sperano essere meno desolanti dei precedenti.

Alcune testate nazionali riportano le cifre espresse dal Viminale, relative agli ultimi rientri, secondo cui sono state obbligate al rimpatrio circa 604 unità di clandestini extracomunitari, sbarcati a Lampedusa nei giorni scorsi.

Non è stata rilevata la presenza di alcun movimento studentesco universitario a sostegno della causa degli immigrati, nonostante la numerosa presenza di giovani legati, però, ad altre organizzazioni.

Delia Dattilo

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