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30 settembre 2011

In arrivo 1 miliardo di euro per le Università del Sud

Due colpi al cerchio e uno alla botte, così si potrebbe esemplficare la politica che, negli ultimi tempi, il ministero dell ‘istruzione sta portando avanti.

Se, infatti, da un lato vi sono stati tagli per quanto riguarda l’istruzione, vedi il blocco degli scatti stipendiali al peronale docente, dall’altro si tenta di reperire fondi per le universià italiane, in questo caso quelle del sud d’Italia.

E’ di questa mattina la notizia che il CIPE ha stanziato per gli atenei del mezzogiorno la cifra di 1 miliardo di euro. Ad annunciare il filnanziamento il Ministro della Pubblica Isruzione Mariastella Gelmini e quello per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto.

Il bacino da cui il Governo è pronto ad attingere è il solito: il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas). Eì da questa strutura che si sono ricavati i soldi per attuare il Piano per il Sud. I soldi sono destinati, da un lato, al potenziamento dei poli di eccellenza e, dall’altro, a una serie di interventi strategici per facoltà, laboratori e residenze per studenti.

Andando a vedere nel dettaglio la delibera interviene innanzitutto sulla dote per la programmazione 2007-2013 riducendo i due programmi attuativi interregionali «Attrattori» ed «Energie» per un ammontare complessivo di 1,7 miliardi. Una parte di questi, pari a 999,6 milioni, verrà reinvestita nelle infrastrutture strategiche regionali del comparto università.

Di questo miliardo di euro scarso 150 milioni verranno utilizzati per favorire la nascita dei cosidetti “poli d’eccellenza”. Il Ministro l’intende come centri integrati di ricerca-alta formazione-innovazione, caratterizzati da un partenariato pubblico-privato che incentivi il ritorno dei cervelli meridionali. Questi fondi saranno a loro volta ripartiti su tre interventi da 50 milioni di euro: uno per la Campania, un altro per la Puglia e un terzo per Calabria e Sicilia messe insieme (alle quali, quindi, tocherebbe la fetta meno cospicua).

Più corposa la dote destinata all’altra finalità. Al potenziamento degli atenei del Mezzogiorno andranno oltre 849 milioni di euro. La Sardegna se ne aggiudicherà ben 301,3 milioni, anche la Puglia avrà per sè una grosa fetta: sono 300 i milioni a lei destinati, dei quali 80 alla realizzazione di una residenza per studenti alle porte di Bari. Completano la graduatoria dei beneficiari la Sicilia (88,8 milioni), la Campania (68,7 milioni), la Calabria (63,9 milioni), la Basilicata (22 milioni) e l’Abruzzo (5 milioni).

Arriva perciò una boccata di ossigeno per le università del meridione, la somma se utilizzata bene potrebbe aiutare i vari atenei a bloccare la fuga dei cervelli, che, ormai da sempre fuggono dal meridione per emigrare nelle univerità del centro-nord? Questo è più complicato da pronosticare ma è ciò che si augura la Gelmini.

Certo, fondi saltuari non possono compensare un fabbisogno strutturale enorme, però in un momento di crisi generale forse possono essere considerati un aiuto inaspettato.

Francesco Tamburrino

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