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6 settembre 2011

In Usa: più studio meno sesso

Lo studio toglie tempo ed energie tanto che, secondo una ricerca svolta dalla sociologa Rosemary Hopcroft dell’università della Carolina del Nord, i secchioni avrebbero un’attività sessuale poco intensa dedicandosi durante il corso della propria vita ad un numero poco elevato di partners.

Nel suo studio intitolato “Sex, status, and reproductive success in the contemporary United States” , la Hopcroft avrebbe infatti analizzato la vita sessuale degli americani per indagare quanto l’intelligenza, lo stato socio- economico e culturale influiscano sulla loro vita sessuale. La sociologa sostiene che «l’intelligenza è associata negativamente con la frequenza dell’attività sessuale, un’evidenza che lascia non poco sgomenti». Uno studio per arrivare alla banale conclusione: più studi, meno fai sesso.

Altre ricerche avvalorerebbero la tesi della sociologa americana: Carolyn Halpern dell’Università della North Carolina a Chaperl Hill ha rilevato come gli adolescenti con maggiori dote intellettive posticipino l’inizio dell’attività sessuale, mentre l’ultima edizione del sondaggio “National Survey of Family Growth” ha mostrato che più il livello di istruzione è alto, minore è il numero di partner avuti.

Benedetta Michelangeli

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