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15 settembre 2011

L’Unict e la sigaretta elettronica

Era il 2003 quando il farmacista cinese Hon Lik presentò al mondo un nuovo prodotto, la sigaretta elettronica, la quale doveva essere un ottimo aiuto per tutti i tabagismi che avevano intenzione di smettere di fumare. Questo nuovo prodotto, permetteva al fumatore di assumere la nicotina senza però immettere nell’organismo sostanze altamente nocive, quali il catrame, il monossido di carbonio e diversi particolati chimici, causa frequente di infarti, tumori e problemi alle vie respiratorie.

Diversi anni sono ormai passati da questa invenzione e la sigaretta elettronica, o e-cigarette, è divenuta un prodotto discretamente diffuso, disponibile nelle farmacie a prezzi non particolarmente eccessivi. Molti fumatori, tuttavia, si dimostrano scettici nei confronti del prodotto, mettendone in dubbio, tra le tante cose l’efficacia.

L’Università di Catania ha appena presentato all’incontro internazionale della Società per la Ricerca su nicotina e tobacco (Srnt), ad Antalya in Turchia, uno studio il quale dimostra che le sigarette elettriche sono efficaci. I risultati della ricerca, che saranno pubblicati sulla rivista scientifica BMC Public Health hanno messo in luce che le sigarette elettroniche aiutano i fumatori a perdere il vizio delle bionde nel 55% dei casi.

Solitamente se un fumatore decide di perdere il vizio due sono gli ostacoli più grandi che gli si frappongono: l’astinenza da nicotina e quello che viene volgarmente definito “il gesto”, quindi una doppia dipendenza, fisica e psicologica. L’e-cigarette, afferma il responsabile dello studio, il professor Riccardo Polosa, “possono essere una alternative sicura alle sigarette tradizionali e simulando la gestualità tipica del fumatore, e immettendo nicotina all’interno dell’organismo, aiutano ad astenersi dal fumo di sigaretta”.

La ricerca dal titolo Effetti delle sigarette elettroniche per la riduzione e cessazione della dipendenza tabagica: studio pilota prospettico a 6 mesi, ha dimostrato che l’uso della sigaretta elettronica da parte di 40 fumatori che non volevano smettere di fumare ha variato le loro abitudini. I soggetti tesati sono stati sottoposti a 5 visite in 24 settimane in cui sono stati valutati l’uso del prodotto, il numero di sigarette fumate, l’esalazioni di monossido di carbonio.

Gli esiti della ricerca hanno dimostrato che il il 32.5% dei partecipanti ha ridotto di almeno il 50% il numero di sigarette fumate al giorno, con una riduzione media da 25 a 6 sigarette tradizionali. Di questi, il 12.5% ha ridotto di almeno 80% l’uso delle sigarette tradizionali, con una diminuzione da 30 a 3 sigarette al giorno. Addirittura il 22,5% dei partecipanti, alla 24esima settimana, risultava aver completamente eliminato l’uso delle sigarette tradizionali. Combinando il dato di riduzione con quello di completa cessazione, si registra una diminuzione complessiva nell’uso di sigarette pari al 55%.

Che sia questa la via per smettere di fumare? I fumatori, tra cui anche il sottoscritto, troveranno nelle sigarette elettriche un valido sostegno per perdere il proprio vizio? Secondo lo studio dell’università etnea sembra proprio di si, probabile che non molti fumatori credano a questa ricerca e moltissimi sono ancora diffidenti nei confronti del prodotto in questione.

Francesco Tamburrino

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