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29 settembre 2011

Ricercatore costretto a fare anche il tassista

Un ragazzo di 28 anni,geologo ricercatore ,dopo due anni di specializzazione negli Stati Uniti, per guardagnare qualcosa in più ha deciso di mettersi alla guida dell’auto di suo padre ed improvvisarsi tassista.

La ragione è molto semplice: presso la Virginia Tech di Blacksburg, prestigiosa università del profondo Sud americano i guadagni per chi esercita una professione come la sua sono molto alti,mentre in Italia gli stipendi sono così ridotti che egli stesso afferma: «L’assegno della facoltà non basta».

E’ nella città di Milano che ogni domenica mattina Matteo Alvaro svolge questo lavoro,anche se deve ancora fare molta pratica. Gli è possibile cimentarsi in questo ruolo per la “collaborazione familiare” che consente di estendere ad un parente la licenza taxi.

E’,invece,a Pavia,che dal lunedì al venerdì, frequenta il laboratorio del dipartimento di Scienze della Terra all’ Università,scrivendo peraltro articoli scientifici nell’attesa i ricominciare la sua attività.

Questa consiste nello studiare le proprietà chimico-fisiche dei materiali al fine di usare i risultati sia per l’eventuale produzione di nuovi materiali,sia semplicemente per arricchire le proprie conocenze in materia.

E’,dunque,ammirevole la vicenda di questo giovane che ,dopo aver sperimentato la tecnologie avanzate all’estero oltre che salari più cospicui, non si perde d’animo e svolge un doppio lavoro per arrotondare l’ assegno di ricerca, nella speranza di poter andare a vivere da solo.


Roberta Nardi

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