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18 settembre 2011

Verona e l’Università che non c’è

Una truffa coi fiocchi, ai danni di un gruppo di ragazzi iscritti all’Università veronese Carlus Magnus”. Istituto privato, dalle tasse onerose, proponeva corsi di “Arte e management dello spettacolo” o “Economia e gestione aziendale”, tenuti da noti nomi del mondo dello spettacolo. Peccato fosse tutta una bufala.L’inchiesta della Gdf è scattata dopo le segnalazioni di un gruppo di studenti, insospettiti da alcuni fattori allarmanti. Prima di tutto, l’esiguo numero di partecipanti (una decina) alle lezioni; in secondo luogo, la continuazione degli esami e delle lezioni dopo anni, con la continua impossibilità di laurearsi; infine, l’obbligo di continuare a versare le carissime (7.000 euro l’anno) tasse universitarie.

Quattro le persone indagate, autori di un raggiro che, informano le fiamme gialle, ha avuto inizio nel 2005, quando l’Università fasulla è stata fondata dai membri di un’associazione culturale con sede prima a Roma, con la denominazione di Unimeur.it, e poi a Verona, con l’intitolazione all’imperatore Carlo Magno.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha emanato diversi provvedimenti nei confronti dell’Università tarocca, accusata di diffusione di messaggi pubblicitari ingannevoli, applicando sanzioni amministrative per 38.600 euro.

Resta da dire che agli sfortunati studenti non saranno riconosciuti gli esami sostenuti. Neanche il più ghiotto risarcimento danni potrà restituire loro il tempo trascorso sui libri, all’inseguimento di un sogno che non si avvererà.

Marilena Grattacaso

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