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5 settembre 2011

World University Rankings: l’Italia crolla

Se l’Università di Bologna fino a poco tempo fa vantava l’enorme successo riscontrato nelle classifiche stilate mesi fa dal Sole 24 Ore e La Repubblica adesso dovrà scendere un po’ dal piedistallo.

Infatti, secondo la classifica mondiale “World University rankings” di Quacquarelli Symonds, che ogni anno valutato quasi 3.000 atenei, sui 20.000 che esistono al mondo in base a degli indicatori come la ricerca, la didattica, gli sbocchi lavorativi e, novità di quest’anno, del confronto delle tasse richieste per l’iscrizione oltre alle valutazioni di oltre 33.000 accademici di tutto il mondo e di 16.000 datori di lavoro, l’ateneo emiliano, pur essendo stato consacrato come il miglior ateneo italiano, deve accontentarsi del 183° posto perdendo ben 7 posti rispetto l’anno precedente.

La stessa sorte è toccata alle università di Roma e Padova che si collocano rispettivamente alla 210° e 263° posizione. In questa classifica l’unico ateneo che può ritenersi davvero soddisfatto è quello di Milano che si ritrova 275ma salendo di ben 176 posizioni.

La maggior parte delle università italiane hanno una tradizione centenaria di eccellenza accademica e, nel caso di Bologna, la tradizione è quasi millenaria. – spiega Ben Sowter, responsabile della Qs Intelligence Unit – I punti di forza sono le scienze, la letteratura e l’economia. Ci sono 5 università italiane tra le top 300 del Qs World University Rankings 2011, una in più rispetto al 2010. Nella nostra valutazione dei sistemi di formazione terziaria e universitaria, l’Italia risulta essere l’undicesimo paese al mondo, mentre gli Stati Uniti guidano la classifica“.

Dora Della Sala

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