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12 ottobre 2011

Campus Einaudi di Torino: più veloce di Google Maps!

Forse è una delle pochissime e rare volte in cui la costruzione di un nuovo edificio pubblico in Italia ha avuto un così rapido sviluppo. Talmente rapido da superare persino lo strumento più veloce del nuovo millennio, Internet. Stiamo parlando del nuovo campus dell’Università di Torino, intitolato a Luigi Einaudi, che sta venendo alla luce sul Lungodora Siena, dove un tempo sorgevano alcuni edifici dell’Italgas.

Più veloce di Internet dicevamo: infatti su Google Maps, visionando la zona, si vede ancora una grande spianata priva di qualunque costruzione, ma negli ultimi due anni gli edifici del nuovo campus sono sorti come dal nulla con una rapidità sorprendente.

E il fatto stupisce ancora di più se si pensa che il progetto, concepito già ad inizio anni ’90, si era arenato proprio due anni fa a causa di una disputa circa la bonifica dei terreni che furono proprietà dell’Italgas.

L’area del campus non è ancora stata ultimata, ma i sei edifici previsti dal progetto sono già stati completati nella struttura e alcuni di loro sono già stati costruiti interamente. Già dal prossimo anno accademico i 10 mila studenti iscritti potranno usufruire del nuovo complesso.

La struttura è veramente innovativa: i sei edifici curvilinei circondano una grandissima piazza circolare e ricca di verde. Le sei costruzioni saranno unite da un unico tetto, retto da leggerissime strutture in ferro e composto da teflon fotocromatico, un polimero speciale che colpito dalla luce diventa di colore bianco brillante. Questa speciale tettoia è stata progettata dal grande architetto britannico Norman Foster, uno dei nomi principali a livello mondiale della cosiddetta “architettura high-tech”. Le aule saranno completamente isolate acusticamente grazie a speciali vetrate, e all’interno del nuovo campus sorgerà anche la nuova più grande biblioteca della città.

Gli edifici, costati centoquaranta milioni di euro, fanno parte di “Una nuova idea di campus”, come afferma il prof. Salvatore Coluccia, vice rettore dell’ateneo torinese. Il “Luigi Einaudi”, oltre a possedere un notevole impatto architettonico, è stato realizzato con una cura ossessiva per renderlo un campus a zero sprechi energetici. Un campus a misura di giovani: e lo stesso Coluccia ha preannunciato che verrà arricchito dal contributo di giovani artisti.

Alberto De Luca

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