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28 ottobre 2011

Gelmini: “Potenziare i corsi di laurea forti”

Ieri 27 ottobre Maria Stella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, durante un’audizione in commissione alla Camera si è espressa sulla formazione universitaria in merito al mercato del lavoro italiano.

La Gelmini ha dichiarato in maniera forte che è necessario valorizzare i percorsi di laurea forti, quelli che permetteranno un domani di inserire il laureato nel mondo del lavoro, “è anche uno dei criteri per la ripartizione premiale del Fondo di finanziamento ordinario“.

In questi giorni hanno preso inizio i nuovi Its, ovvero le scuole speciali di tecnologia che hanno il compito di formare dei tecnici nel piano d’intervento “Industria 2015” con l’avvio di nuove Fondazioni di cui fanno parte 16 regioni, coinvolgendo istituti tecnici e professionali, imprese, molte università e camere di commercio.

Obbligo scolastico ribadito fino ai 16 anni d’età, confermando quanto aveva stabilito il Ministro Fioroni nella precedente legislatura. Apportate anche modifiche alle scuole superiori con laboratori, stage e tirocini. La possibilità di alternare la scuola con il lavoro è stata introdotta anche nei Licei.

Il Ministro si è espresso anche sulla disoccupazione intellettuale, fattore increscioso che aumenta negli ultimi anni, frutto secondo la Gelmini di corsi d’istruzione deboli, dove l’orientamento è carente sia da parte della scuola che da parte delle istituzioni.

E’ stato chiarito anche l’accesso nel mondo del lavoro dopo un percorso di studi : non più spinte da parte di amici e di parenti ma ogni università dovrà obbligatoriamente “pubblicare on line i curricula dei neo-diplomati e neo-laureati e di conferire gli stessi al portale ClicLavoro“.

Una risposta chiave per inserire i giovani nel mercato lavorativo è la disciplina della regolamentazione dei dottorati, con l’obiettivo, secondo il Ministro, di far conoscere alle aziende il lavoro dei dottorati “così come fanno le imprese dei Paesi che primeggiano nella competizione internazionale“.

Nel Sud ci sono 2,5 miliardi da spendere per l’università e la ricerca. – ha continuato parlando del MezzogiornoE’ l’ultimo treno che passa, dobbiamo prenderlo subito, evitando la frammentazione dei progetti”.

Durante la Question time alla Camera, rispondendo ad una interrogazione del parlamentare dell’Idv Pierfelice Zazzera, la Gelmini ha fatto sapere che sono stati stanziati 570 milioni di euro per l’università e 180 milioni per le borse di studio.

Con le regioni – ha aggiunto – è aperto un tavolo per rivedere il decreto sul diritto allo studio al fine di tener conto dei diversi costi della vita nelle regioni italiane.

Abbiamo anche introdotto con la riforma universitaria una nuova istituzione, il Fondo per il merito che dovrà attivare, anche nel nostro Paese, una prassi poco praticata, quella dei prestiti d’onore.

Oltre ai 180 milioni stanziati per il diritto allo studio – ha concluso – abbiamo stanziato 50 milioni di euro, 10 con l’attivazione del fondo e altri 40 all’interno delle risorse contenute nella legge di stabilità”.

Danilo Ruberto

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