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7 ottobre 2011

Il Miur ritira mille quesiti errati per il concorso a preside


Parte il nuovo concorso per dirigenti scolastici, 4200 i candidati per 2386 posti a disposizione. Un concorso che non nasce sotto una buona stella.

Il Miur, i primi di settembre, aveva predisposto cinquemila domande, annunciando che la prova per le preselezioni, che si svolgeranno il 12 ottobre, si sarebbe svolta sottoponendo ai partecipanti 100 domande estrapolate da tale lista. A poco meno di una settimana dalla data fissata per le prime fasi del concorso, tuttavia lo stesso dicastero ha ritirato mille quesiti, poiché in essi si sarebbero evidenziati errori grossolani.( l’elenco dei quesiti errati era presente sul sito istituzionale fino alla notte del 6).

Immediate le reazioni sull’accaduto. I sindacati parlano di pasticcio, di mancanza di rispetto dei candidati, di scarsa trasparenza ” Si scopre – ha commentato il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna – che i quiz esclusi dal sorteggio non sono un numero trascurabile. A questo punto, -mette in evidenza Di Menna– per chi studia da mesi, c’è un aggravio ulteriore, un inutile appesantimento che rischia di essere più mnemonico che di preparazione. C’è da chiedersi, che cosa succederebbe se un insegnante nel predisporre le domande per i propri studenti ne sbagliasse il 20%”.

Rincara la dose la Flc-Cgil. “Il ministero, dopo aver cercato di minimizzare sugli errori -dichiara il segretario generale, Mimmo Pantaleo – ha finalmente pubblicato il dettaglio delle domande eliminate: 975 su 5663, più del 17%”. Sulla stessa lunghezza d’onda, Scrima, della CSL, che parla ” di totale disinteressamento e rispetto verso i candidati”.

I sindacati inoltre, stigmatizzano il fatto che le possibili domande siano già disponibili prima dell’inizio del concorso generando a detta degli stessi, una situazione di scarsa trasparenza. Chiedono al ministero, anche misure che puntino ad accertare le responsabilità su quanto successo e di render conto dei costi dell’operazione.

E’ la Fic-Cgl a battere su questi tasti, affidandosi alla voce del segretario Nataleo, il quale ha detto: “Poiché non c’è stata trasparenza. chiediamo al ministero di conoscere i criteri in base ai quali sono stati individuati gli esperti incaricati di predisporre le 5663 domande, i costi di tale operazione, se è stata verificata l’eventuale incompatibilità di tali esperti con l’incarico a essi affidato, se, per gli errori commessi, è stata prevista a loro carico una penalità economica.

“Le condizioni nelle quali i docenti candidati andranno a sostenere la preselezione on depongono bene per un sereno svolgimento del concorso, con il rischio concreto che si apra un nuovo contenzioso” avverte Nataleo.

Il ministero si difende sostenendo che si è fatto di tutto per tutelare i candidati e che le responsabilità non sono da ascrivere ai suoi funzionari. “Le domande -dichiarano da Via Trastevere- sono state predisposte da una commissione esterna la cui composizione è consultabile su Internet, e poi, -insistono dal Miur- la revisione è stata fatta proprio a tutela dei candidati”. “La pubblicazione dei quesiti in anticipo rispetto alla prova consente non solo di dare trasparenza al concorso, ma anche e soprattutto – conclude il ministero – di rendere impossibile ogni fuga di notizie prima dell’estrazione delle 100 domande che avverrà nella mattina del 12 ottobre”.

Dopo le riforme disastrose e la vicenda Cern-Gran Sasso, ora arriva un’altra grana per Mariastella Gelmini. Intanto restano degli interrogativi sulla vicenda: sono solo casi isolati? Sono spia allarmante di un cattivo funzionamento del ministero?. Domande che meritano risposta. Certo se un caso è eccezione, due ravvicinati cominciano a lasciare qualche dubbio.

Vincenzo Amone

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