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23 ottobre 2011

Professore, lei è un maleducato!

Ci sono persone antipatiche malgrado i loro meriti e altre simpatiche malgrado i loro difetti, diceva François de La Rochefoucauld.
Come dire, ci sono antipatici ed antipatici.

Ad esempio, vi siete mai chiesti come reagireste se l’antipatico/a in questione fosse un vostro professore/professoressa?

Già. Spesso a mandarci su tutte le furie è l’arroganza, altre volte, invece, la maleducazione, altre ancora quella sottile, persistente, urticante opera di demolizione psicofisica dello studente tanto cara a talune figure del mondo accademico.

Ma bando agli indugi! Ecco a voi una breve ma esemplificativa rassegna di “casi tipo”, molti dei quali davvero eclatanti (per non dire allucinanti).

SBAGLIAVA IL MIO COGNOME APPOSTA, LE RISATE!

Una ragazza, Mimmy, ci racconta come si è svolto un suo esame.

“Il professore, mi punta da lontano e mi dice: “vieni FORMICOLA, ti faccio io l’esame!”. Il mio cognome è FORMICA, quindi come potete ben immaginare, non era neppure partito bene ‘sto esame! Mi siedo nervosissima, gli porgo il libretto e lui, senza averlo ancora nè aperto nè guardato, mi dice: “allora FORMICOLA, tu sei una da 26 vero? Guardiamo il libretto…” e vede come ultimo voto un 26.

“A parte – racconta Mimmy – che quel 26 l’ho preso in chimica generale e inorganica, una delle materie più difficili della mia facoltà, dove la gente suda per avere un 17 e 1/2 con annesso calcio nel didietro… E poi IO, la FORMICOLA, ho la media del 28,33…quindi anche in questo caso potete immaginare quanto sia aumentata progressivamente ed esponenzialmente la mia rabbia”.

Ma è solo l’inizio (della fine!).
“Comincia l’esame, tentenno un attimo per rispondere perchè per pormi la prima domanda mi si è posizionato con la faccia a 10 cm dal naso. Rispondo a tutto, con calma e con precisione sui dettagli. Poi arrivano le due fatidiche domande che non vorresti mai sentire: le domande fuori programma! Ma guarda caso rispondo anche a quelle e lui alla fine dell’esame mi guarda e mi dice: “FORMICOLA, tu sei brava, hai sempre seguito, ma 30 non te lo posso mettere: ti metto 28, per te va bene?”.

“A quel punto cosa puoi dirgli se non accettare quello che vuole lui? Rifiutare un 28 per puntiglio sarebbe stato innanzitutto piuttosto irresponsabile e inoltre molto patetico. Mi mette il voto, mi stringe la mano, mi sorride dicendo “Ciao FORMICOLA” e io me ne vado correndo più in fretta che posso, mi chiudo in un’aula e scoppio a piangere dal nervosismo”.

IL PROF IMITATORE

Altrettanto fastidiosa la disavventura occorsa ad un’altra studentessa, Emilie.
“Ad un esame, il professore sbagliò persino una data, mentre la mia era giusta. Mi cominciò a scimmiottare davanti ad altri colleghi, imitandomi persino, dato che ero già nervosa di mio. Ad un certo punto, irritata, gli ho detto che poteva anche finirla, che io non ero andata lì a farmi insultare. Mi sono alzata e sono andata via”.

O LE FOTOCOPIE O LA VITA!

Altra pratica invisa alla stodente è, da sempre, la richiesta, mai ufficiale da parte dei professori, di comprare i libri di testo originali per sostenere l’esame.

Una ragazza racconta il suo esame di filosofia. “Premesso che la filosofia mi piace, mi sono studiata quattro libri da sola, spiegando ai miei colleghi ciò che non capivano, e sopratutto ciò che il professore non sapeva spiegare. Al primo appello, l’assistente mi ha chiesto un filosofo. Ripeto le parole del libro, e si accorge che ho le fotocopie. Apriti cielo: è arrivato a minacciarmi, dicendomi che già solo per quello avrebbe dovuto bocciarmi. E infatti mi ha rimandata”.

Ma il nostro solerte assistente non ha ancora smesso di stupirci.

“Al secondo appello, ero tranquillissima. Lui mi ha riconosciuto, ma sono stata interrogata dal professore e non dall’assistente. L’assistente ha interrotto il suo esame per guardarsi il mio. Il professore mi stava addirittura mettendo il voto. Poi ha fatto una domanda su una cosa che – francamente – non c’era nel suo libro. Ma lui (e qui cominciò a sfottermi) mi ha detto che essendo iscritta a lettere e filosofia (poi ho fatto il cambio) dovevo saperla per forza. (…) Io mi sono alzata e me ne sono andata a testa alta. Se il loro scopo è umiliare, mi chiedo che ci fanno qui. Gli insegnanti dovrebbero aiutarti, non farti passare il piacere di studiare”.

Inappuntabile, no?

ASSISTENTI E SMS

Dora ci racconta, invece, una scena cult!

“Il prof era molto corretto; l’assistente invece ha fatto una domanda, poi ha tirato fuori il cellulare e si è messo a scrivere messaggi esattamente davanti alla faccia della candidata ( che penso ci sia un pò rimasta ); lei, forse l’imbarazzo, o forse non sapeva la risposta, ha messo insieme qualche frase un po’ a fatica”. Finita? Macché! “Dopo qualche minuto il tipo finisce con il messaggio, la guarda con una faccia del tipo “quanto sei ignorante” e le dice: “No guarda, ho perso il filo, ripetimi tutto dall’inizio”.

MA VAI AL CINEMA?

Ma i rimbrotti non finiscono certo qui!

Tra i temi più spinosi, la mancanza di rispetto che alcuni professori sembrerebbero manifestare nei confronti degli studenti lavoratori, e quindi non frequentanti.
“Siccome io frequentavo saltuariamente (e inoltre la frequenza non era obbligatoria) mi ha fatto un cazziatone. Ci sono rimasta molto male, mi disse: “Ma che fai la mattina ti vai a divertire? Vai al cinema?”.

HELP! IL PROF HA COPIATO LA MIA TESI

Ci mancava solo questa! Proprio quando il peggio sembrava passato, eccoti la mazzata conclusiva: il prof copione!

Scrive Tenerpa (questo il nickname scelto dall’utente): “Avete mai denunciato un professore per plagio? Si parla tanto delle tesi copiate, ma cosa succede quando è il professore a copiare dall’alunno? È quel che mi è successo, un vero e proprio copia e incolla per più di un terzo di un articolo che finisce su una rivista internazionale. Fatemi sapere se avete mai portato avanti una causa del genere, altrimenti sappiate che questo può succede, soprattuto se avete a che fare con gente senza scrupoli, ma sopratutto senza idee”.

Non una nota, non una citazione. Furto con scasso e buonanotte ai suonatori!

LA MEDIA BASSA!

Emblematica anche l’esperienza di tale Antonio.

“Il professore, dopo non aver mai spiegato l’inferenza statistica bocciava allo scritto tutti perché non sapevamo fare i test. Poi rendendosi conto che nessuno sapeva fare queste cose, fu costretto a far passare tutti. All’orale, poi, prendeva i libretti e insultava chi aveva la media bassa, a me disse:“Ma lei come è venuto a economia e commercio? tecnica industriale non ti è piaciuta hai preso 18, economia az. non ti è piaciuta, ecc.” però non vide il 26 in matematica e il 25 in inglese e francese per esempio.

“Poi alla fine dell’esame: “Si metta a studiare sennò la laurea non le serve a niente!”

La mia rivincita di Antonio?
Quella di aver vinto un concorso e aver risposto bene proprio alla domanda di statistica.

Insomma, non tutto è perduto! Grazie al cielo esistono anche prof normali, alcuni addirittura splendidi.
Ma questa è un’altra storia…

Per questi ed altri casi ancora vi rimandiamo al sito www.studenti.it

Matteo Napoli

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