• Google+
  • Commenta
29 ottobre 2011

Tumore, il sensore per una diagnosi precoce

Un nanosensore laser capace di individuare l’invisibile presenza di molecole spia di malattie, sostanze inquinanti o dopanti in circolazione nel sangue. E’ quello messo a punto dal Dipartimento di Nanostrutture dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova in collaborazione con il Bionem Lab dell’Università Magna Grecia di Catanzaro.

Il nuovo nanosensore, ancora in fase di brevettazione, è in grado di segnalare la presenza anche di un numero esiguo di molecole grandi un millesimo di centimetro cubico e studiarne la composizione, velocizzando processi come il test del dna, il cui esito oggi può richiedere fino a una settimana di tempo.

L’innovativo strumento di analisi funziona grazie ad una superficie superidrofobica, composta a partire da nanocolonne di silicio che sostiene le gocce di soluzione ed evita che aderiscano alla superficie.

Tra una colonna e l’altra poi si trovano poi delle nanopunte plasmoniche, ossia strutture capaci di trasformare un fascio di luce laser in una luce molto sottile, utile per studiare la composizione chimica delle molecole disperse in una goccia.

Il nostro nanosensore – ha sottolineato da Enzo Di Fabrizio, Direttore del Dipartimento di Nanostrutture dell’Istituto Italiano di Tecnologia – supera le capacità dei sensori standard perché permette di individuare singole molecole in soluzioni molto diluite. Grazie ad esso, potremo riconoscere quei marker tumorali che all’insorgere della malattia compaiono nel sangue in un numero troppo basso per essere registrati con le tecniche correnti“.

Una decina di molecole in un millesimo di centimetro cubico. Questa la caratteristica che sembra aprire nuove prospettive nella diagnosi precoce di gravi malattie, oltre a permettere lo sviluppo di strumenti innovativi per la rilevazione di traccianti inquinanti nell’ambiente e negli elementi, nonché nelle analisi antidoping.

Claudio Capanni

Google+
© Riproduzione Riservata