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13 ottobre 2011

UniNa: “ La longevità del mito: il mito di Glauco, il pescatore.”

Call for Contributions all'Unina
UniNa

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Il 14 Ottobre 2011, presso il cinema teatro Astra di Napoli, a partire dalle ore 9.30 si svolgerà una giornata di studi, organizzata dal polo delle scienze umane di UniNa – Università degli studi di Napoli Federico II che riporta il titolo “ La longevità del mito: il mito di Glauco, il pescatore.”

Si tratta di un evento la cui preparazione vede impegnatiin particolar modo, il corso di laurea specialistico in “Filologia, letterature e civiltà dal mondo antico”, il master di secondo livello in “Letteratura, scrittura e critica teatrale” e la collaborazione dei corsi di laurea triennale di lettere classiche e moderne.

Tra gli altri, interverranno la professoressa Valeria Viparelli, docente di letteratura latina, che tratterà, nello specifico ,il tema della longevità del mito; il professor Corrado Calenda, docente di filologia dantesca e il professor Antonio Saccone, docente di letteratura italiana che tratteranno, invece, della rivisitazione del mito di Glauco rispettivamente in Dante e in D’annunzio.

Il convegno UniNa si concluderà con una rappresentazione teatrale tratta liberamente dal “Glauco” di Ercole Luigi Morselli il cui protagonista è interpretato da Giampiero Mancini, attore italiano fondatore della scuola SMO (Spazi mentali occupati) di Pescara.

La scelta del mito di Glauco, la cui leggenda è riportata anche da Ovidio nelle sue Metamorfosi, abbraccia un tema estremamente moderno: l’avidità e l’insaziabilità che riesce a corrompere anche il più onesto dei lavoratori e a vincere anche il più nobile dei sentimenti, l’amore.

Glauco, infatti, secondo la tradizione, è un giovane e bel pescatore di cui si innamora, ricambiata, una candida e piacevole nereide, Scilla che, troppo timida per confessare il suo amore, sceglie di chiedere aiuto ad una maestra di incantesimi, Circe. Quest’ultima però, infatuatasi a sua volta del giovane, riesce, con lusinghe e promesse di immortalità, a conquistarlo.

Glauco viene presto abbandonato quasi immediatamente dall’attraente maga e trascorre il resto della sua vita nel rimorso di aver perso, accecato dalla cupidigia, la sua amata, Scilla, trasformata in mostro marino da Circe. Solo alla fine della sua vita, riuscirà, tramutatosi in tritone, a trovare pace negli abissi.

Una storia che spinge a riflettere su quanto sia difficile, se non impossibile, raggiungere la felicità su questa terra, nonostante, spesso, sia a portata di mano.
Un contenuto, dunque, estremamente attuale, accompagnato dall’altrettanto interessante tematica della trasmissione, interpretazione e riutilizzo dei miti dell’antichità che attraversano trasversalmente tutte le epoche, riportando in luce questioni sempre ricorrenti ed universali.

Giuseppina Iervolino

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