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18 ottobre 2011

Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria: Disordini per il nuovo statuto

L’ Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria è alle prese con l’elaborazione del nuovo Statuto che dovrà adeguarsi alla neonata riforma Gelmini.

L’approvazione, ancora in fieri, del suddetto statuto, però, non è indolore: numerose sono le polemiche del Personale Tecnico Amministrativo (Pta) e degli studenti , impegnati in un sit – in lo scorso 11 ottobre, indignati, tra le altre cose, per la mancata convocazione da parte del Magnifico Rettore Massimo Giovannini della delegazione del Pta e degli studenti prima dell’inizio della seduta del Consiglio di Amministrazione.

I dissensi vertono essenzialmente sulla revisione dell’art. 22 dell’attuale normativa, punto riguardante l’elezione del Rettore.

Le modifiche apportate implicherebbero una ridefinizione delle percentuali dei voti delle singole componenti aventi diritto all’elezione del Magnifico: con la nuova riforma, infatti, l’organo gerarchicamente più importante dell’ Università risulterebbe essenzialmente scelto solo da una parte del personale, i docenti, con la penalizzazione degli organi “minori” ovvero dei ricercatori, del Pta e degli studenti.

Mercoledì 12 ottobre il Senato Accademico avrebbe dovuto approvare tale revisione per inviare poi al Ministero il testo definitivo. Testo che, tuttavia, presentava non poche incongruenze tra quello presentato dalla Commissione e quello esposto degli Organi accademici. Ragione, questa, per cui il SA non ha potuto ultimare la procedura.

Un passo in avanti, tuttavia, rispetto al giorno precedente, quando il rinvio, richiesto dal consiglio degli studenti e dal Pta, era stato rifiutato e i cinque consiglieri avevano abbandonato la seduta ancor prima della votazione.

Nonostante ciò continua la contesa che è arrivata a tal punto da costringere il Rettore a rinviare l’approvazione del decreto al 19 ottobre. Un dietrofront che sottolinea l’evidente difficoltà in cui si trova il Cda, combattuto tra la volontà di venire incontro alle esigenze degli organi “minori” e la necessità di rendere più “autocratico” il sistema elettivo.

Ma i mobilitanti, nell’intento di difendere la democraticità ed il rispetto delle pari dignità fra tutte le componenti della comunità universitaria, non si ammorbidiscono dinanzi al provvisorio ripensamento del Cda e, venerdì 14 ottobre l’opposizione è ancora ben lungi dall’essere sedata.

Una forte tensione accompagna, quindi, i primi giorni di questa settimana che verranno trascorsi nell’attesa, non priva di agitazione, della definitiva delibera da parte del Consiglio di Amministrazione.

Giuseppina Iervolino

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