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18 ottobre 2011

Università di Firenze: convegno su sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo

Oggi, si è soliti parlare più frequentemente di alcuni argomenti rispetto ad altri.

Uno dei maggiori argomenti, che negli ultimi anni ha catalizzato l’attenzione di esperti o di semplici studenti, riguarda il tema della sicurezza alimentare.

Nell’analizzare tale problematica, secondo alcuni, è possibile partire avendo come punto di riferimento 2 elementi essenziali:

1) il costo del prodotto da acquistare

2) la quantità dello stesso prodotto da fare proprio, adoperando le migliori condizioni possibili che vengono offerte dal mercato

Questi sono 2 aspetti della stessa medaglia. Il consumatore cioè vuole acquistare una quantità di prodotto maggiore, pagandone un prezzo sempre inferiore.

Ma fino a che punto conviene risparmiare?

Certo sono banditi tutti i tipi di spreco, ma è necessario osservare con attenzione ciò che si va ad acquistare.

Il prezzo dei beni – e non solo quelli di prima necessità – è i frutto di diverse componenti anche e soprattutto sociale, che spesso vedono lievitare il costo dello spesso prodotto e, purtroppo, non si assiste quasi mai ad un decremento dei prezzi.

Un convegno su questo tema, si è svolto oggi 18 ottobre all’università di Firenze.

“Le fluttuazioni dei prezzi dei prodotti agricoli come minaccia alla sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo” .

Una conferenza che non a caso è stata trattata proprio nella Giornata mondiale dell’Alimentazione 2011, organizzata dalla Fao – dalla Cooperazione italiana del Ministero degli Affari Esteri e dalla Rete delle Universita’ italiane promossa dal Coordinamento cooperazione universitaria.

A tale manifestazione parteciperanno il rettore dell’Universita’ di Firenze Alberto Tesi, il ministro plenipotenziario Elisabetta Belloni, direttore generale della Cooperazione Italiana (Ministero degli Affari Esteri), Massimo Caneva, coordinatore della cooperazione universitaria (DGCS-Ministero Affari Esteri) e Andrea Segre’, preside della facolta’ di Agraria dell’Universita’ di Bologna.

Fanno rabbrividire gli ultimi dati resi pubblici dalla Fao, riguardo ovviamente al problema alimentare nel mondo; si stima infatti che nel biennio 2010-211 siano morte circa 70 milioni di persone (specialmente nei paesi più poveri e dalla densità demografica maggiore) a seguito dell’aumento vertiginoso dei prezzi.

Un trend al quale non si riesce a porre un limite poichè spesso si assiste a continui scombussolamenti sociali che sfociano spesso in guerre, disastri naturali ed ambientali.

L’economia è una ruota. Quando ognuno farà la sua parte, l’intero sistema forse potrà essere incanalato sui binari della normalità.

Marco Cristofaro

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