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28 ottobre 2011

Università low cost: risparmio con tempo parziale

Sei fuori corso? Dipende da quanto. “Un anno non cambia niente” avrai sentito dire da molti. E se diventassero quattro?
Non importa se lavori, se non sei in “età universitaria” (esiste?), se hai una famiglia da mantenere: secondo l’articolo 37 del Manifesto degli Studi della Sapienza (Norme per gli studenti fuori corso), dall’a.a. 2011-2012, tutti gli studenti che si iscrivono fuori corso a partire dal terzo anno in poi dovranno versare tasse con una maggiorazione del 50%.

Notizia che non poteva che creare panico all’interno di una già confusa situazione organizzativa e burocratica.

A tutto c’è rimedio.

Per non incorrere nella maggiorazione, gli studenti sono tenuti a passare al regime di tempo parziale .

Cos’è il tempo parziale?

“Il regime di tempo parziale consente di concordare con l’università la durata degli studi, in base alle proprie esigenze di tempo e di impegno. La domanda di part-time è irrevocabile, una volta passati al tempo parziale non si può tornare al tempo normale. Con il passaggio al tempo parziale il numero e la sequenza degli esami previsti dal proprio ordinamento restano identici, cambia solo il tempo entro il quale i crediti vengono conseguiti.
Non possono accedere al part-time gli studenti iscritti a corsi di vecchio ordinamento, gli studenti di oridnamento DM 270/04 o 509/09 che hanno terminato il periodo massimo per conseguire il titolo, gli studenti iscritti ai corsi a distanza in convenzione con il Consorzio Nettuno.”

(http://www.uniroma1.it/didattica/regolamenti/part-time)

Il reale problema è, come intuibile, la disinformazione.

Ciò di cui è necessario prendere atto è sostanzialmente che:

I nuovi ordinamenti (sia il 509 che il 270) prevedono che il titolo di studio debba essere conseguito entro gli anni di corso regolari più il doppio, altrimenti si rischia di perdere gli esami sostenuti.

Quindi, per una Triennale, 3 + 3, altrimenti entra in gioco l’art. 37.

Niente paura, il termine di presentazione è stato prorogato al 30 novembre 2011.
Almeno questo.

Chiara Bonome

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